Prevenzione LEGIONELLOSI

 

E' attivo il servizio di prenotazione del Registro e del Manuale per la prevenzione della Legionellosi

Obbligatorio nelle strutture turistico-ricettive (affittacamere e Bed and Breakfast professionali)

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In applicazione di vari decreti legge, che elenchiamo in link tratti dal sito del Ministero della Sanità (clicca il logo sottostante), e in optemperanza a quanto stabilito dalle ultime linee guida in data 4/02/2005 - link al decreto le ASL presenti sul territorio nazionale, effettuano dei controlli alle strutture turistico ricettive (come classificate secondo le varie normative regionali) ed in particolare agli affittacamere e, nell'ipotesi che queste strutture avessero istallati dispositivi di abbattimento delle caratteristiche organolettiche dell'acqua potabile erogata dagli acquedotti comunali, o che l'acqua immessa nel circuito della struttura passi attraverso serbatoi di contenimento, autoclavi , con primo serbatoio di accumolo, depuratori , addolcitori, o da qualsiasi altra apparecchiatura tale da neutralizzare gli elementi igienizzanti contenuti nell'acqua dell'acquedotto e comunque vengono effettuati controlli generali sull'acqua in quanto è questa il veicolo di annidamento dei batter. A seguito di tutto ciò, le strutture sono tenute ad osservare le norme relative alla prevenzione della "legionellosi" e ad istallare apparechiature che neutralizzino il verificarsi di tali situazioni con regolari controlli delle apparecchiature stesse da parte delle ditte preposte a tali adempimenti e di predisporre un Piano di Autocontrollo per il monitoraggio e prevenzione del morbo (una sorta di HACCP mirato). Si consiglia comunque anche le strutture ricettive più semplici come i "bed and breakfast" , di adempiere a quanto stabilito nelle sopra citate linee guida in quanto l'interpretazione relativa alla terminologia di struttura turistico ricettiva è molto vasta e potrebbero nascere spiacevoli situazioni sanzionatorie relative alla non osservanza degli adempimenti previsti. Si precisa che attualmente oltre alle linee guida comunitarie e nazionali, la regione Lombardia (link - sanità Lombardia - Legionellosi ) e l'Emilia Romagna (link - Emilia-Romagna - Legionellosi ) hanno emanato norme specifiche in materia.

 

 

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ANBBA informerà i propri soci sugli adempimenti da svolgere per la prevenzione della Legionellosi

 

LINEE GUIDA


Tutto sulla Legionella in una pubblicazione della CALEFFI - Società leader nel campo della Termoidraulica

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Apparecchiature di termoregolazione e di disinfezione

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Apparecchiature di disinfezione

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Ma cos'è la Legionella

La legionella è un batterio gram-negativo aerobio di cui sono state identificate più di 50 specie, suddivise in 71 sierogruppi. Quella più pericolosa, a cui sono stati collegati circa il 90% dei casi di legionellosi, è la L. pneumophila. La legionella deve il nome all'epidemia acuta che nel 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Filadelfia, causando ben 34 morti su 221 contagiati.

Le legionelle sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: si riscontrano nelle sorgenti, comprese quelle termali, nei fiumi, laghi, vapori, terreni. Da questi ambienti esse risalgono a quelli artificiali come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine (sono state rilevate anche in fanghi di fiume o torrente, o argilla per manufatti in terracotta).

Le condizioni più favorevoli alla proliferazione sono:

  • vive con una temperatura dell'acqua compresa tra i 5,7 e i 80 °C;
  • sviluppa con una temperatura dell’acqua compresa tra i 25 e i 42 °C;
  • sopravvivenza in ambienti acidi e alcalini, sopportando valori di pH compresi tra 5,5 e 8,1.
    condizioni di stagnazione;
  • presenza di incrostazioni e sedimenti;
    biofilm;
  • presenza di amebe.

L’uomo contrae l’infezione attraverso aerosol, cioè quando inala acqua in piccole goccioline (1-5 micron) contaminata da una sufficiente quantità di batteri; quando questa entra a contatto con i polmoni di soggetti a rischio, insorge la legionellosi, spesso in passato scambiata per una polmonite. Non è mai stata dimostrata la trasmissione per via contagiosa. L’infezione da legionella può dare luogo a due distinti quadri clinici: la febbre di Pontiac e la malattia del legionario. La febbre di Pontiac, ha un periodo di incubazione di 24-48 ore e si risolve in 2-5 giorni. È accompagnata da malessere generale e cefalee seguiti da febbre. La Malattia dei legionari ha un periodo di incubazione medio di 5-6 giorni ed è molto più grave: oltre a malessere, cefalee e tosse, possono essere presenti sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci e complicanze varie; nei casi più gravi può addirittura essere letale. Una polmonite da legionella non si distingue da altre forme atipiche o batteriche di polmonite, ma è riconoscibile dalle modalità di coinvolgimento degli organi extrapolmonari. I principali fattori di rischio che favoriscono l’acquisizione della legionellosi sono:

  • età avanzata
  • il fumo
  • immunodeficienza
  • sesso maschile
  • patologie cronico-degenerative

In Italia sono stati registrati mediamente qualche centinaio di casi di legionellosi ogni anno ma si ritiene che tale numero sia in realtà sottostimato, anche perché a volte la malattia non viene diagnosticata. La malattia è letale nel 5-15% dei casi.

Le installazioni che producono acqua nebulizzata, come gli impianti di condizionamento, le reti di ricircolo acqua calda negli impianti idrico-sanitari, costituiscono dei siti favorevoli per la diffusione del batterio. Considerato che il range di proliferazione del batterio va dai 15 °C a 50 °C (fino a 22 °C il batterio esiste ma inattivo), esistono delle zone critiche negli impianti idrosanitari: all'interno delle tubazioni, specialmente se obsolete e con depositi all'interno, o anche in tratti chiusi, nei serbatoi di accumulo, nei bollitori, nei soffioni della doccia e nei terminali di distribuzione; anche i sistemi idrici di emergenza, come le docce di decontaminazione, le stazioni di lavaggio per gli occhi e i sistemi sprinkler antincendio possono essere luogo di proliferazione. La legionella è stata rilevata anche in vasche e piscine per idromassaggio. Questi impianti usano acqua calda (in genere tra 32 e 40 °C) e iniettano getti di acqua o aria a gran velocità: i batteri possono essere rilasciati nell’aria dalle bolle che risalgono o tramite un fine aerosol. Alcuni casi di legionellosi sono stati associati alla presenza di fontane decorative in cui acqua viene spruzzata in aria o fatta ricadere su una base. Le fontane che funzionano ad intermittenza presentano un rischio più elevato di contaminazione. Gli altri impianti dove il rischio legionella è elevato sono le torri di raffreddamento a circuito aperto e a circuito chiuso, laddove nelle vicinanze ci sia la presenza di canalizzazioni di ripresa o aspirazione aria. Da considerare anche gli impianti di condizionamento dell’aria, come gli umidificatori/raffrescatori a pacco bagnato, i nebulizzatori, i sistemi a spruzzamento. Una ulteriore fonte di rischio sono gli accumulatori, normalmente presenti negli impianti solari per la produzione di ACS (acqua calda sanitaria, la cui temperatura normale di esercizio si aggira attorno ai 50 °C. La nebulizzazione avviene nei miscelatori di erogazione presenti all'interno della casa, ad esempio quelli della doccia o del bagno. In alternativa è possibile utilizzare una Fresh Water Unit che non consente un contatto diretto tra acqua accumulata e quella utilizzata.

Misure di prevenzione e controllo

Le strategie per combattere la proliferazione della legionella nascono innanzitutto dalla prevenzione da effettuarsi in sede di progetto e da una gestione/manutenzione accurata. Per quanto riguarda gli impianti idrici, si raccomanda di:

  • evitare tubazioni con terminali ciechi o senza circolazione;
  • evitare formazione di ristagni;
  • evitare lunghezze eccessive di tubazioni;
  • evitare contatti tra acqua e aria o accumuli in serbatoi non sigillati;
  • prevedere una periodica e facile pulizia;
  • scegliere con cura i materiali (è stato rilevato che le tubazioni di rame inibiscono la proliferazione della legionella)[1];
  • evitare la scelta impiantistica di torri evaporative in favore di soluzioni alternative, quali i sistemi water spray system.

I trattamenti da effettuare una volta constatata la proliferazione vanno valutati caso per caso; in genere i più comuni sono:

trattamento termico, in cui si mantiene l’acqua ad una temperatura superiore ai 60 °C, condizione in cui si inattiva la legionella;
Shock termico: si eleva la temperatura dell’acqua fino a 70-80 °C per almeno 30 minuti al giorno per tre giorni, fino ai rubinetti;
Iperclorazione continua: si introduce cloro nell’impianto sotto forma di ipoclorito di calcio o di sodio, fino a che la concentrazione residua del disinfettante sia compresa tra 1 e 3 mg/l;
Iperclorazione shock: si mantiene una concentrazione di 50 mg/l per un’ora oppure 20 mg/l per due ore;
Biossido di cloro: consente una disinfezione continua, con valori modesti di cloro residuo, mantenendo la potabilità dell'acqua, rimuove il biofilm (habitat naturale della legionella) e costituisce un'azione molto prolungata sia nel tempo che nella distanza dal punto di iniezione; i valori consigliati sono di 0,2-0,4 mg/l; non produce sottoprodotti (tipo i THM), viene prodotto in loco con appositi generatori con capacità di produzione adeguate all'impianto da disinfettare; con le concentrazioni sopra dette non produce aggressioni alle tubazioni;
Raggi ultravioletti: la luce UV (254 nm), generata da speciali lampade, uccide i batteri;
Ionizzazione rame-argento: si producono ioni generati elettroliticamente fino a una concentrazione di 0,02-0,08 mg/l di Ag e 0,2-0,08 mg/l di Cu;
Perossido di idrogeno e argento: si sfrutta l’azione battericida e sinergica tra l’argento e una soluzione concentrata di perossido di idrogeno (acqua ossigenata).
Ozono : L'attività germicida dell'ozono si fonda sulla elevata capacità di ossidante diretto; grazie a questa qualità, tutte le strutture macromolecolari delle cellule (muffe, batteri acetici, eterolattici, lieviti apiculari, ecc.) vengono profondamente alterate e inattivate;
Filtri Terminali: applicati direttamente al punto di prelievo, formano una barriera meccanica (0,2 µm) al batterio ma devono essere sostituiti con una certa periodicità. Solitamente vengono applicati in abbinata al Biossido di cloro, nei punti ad altissimo rischio (docce per grandi ustionati, docce per neonatologia, etc).

 

 

 

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