Novità e procedure per la SCIA

Segnalazione certificata di inizio attività


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Dubbi e incertezze

Per quale motivo viene trasformata la DIA in SCIA nell'edilizia ?

Perdurando fra le pubbliche ammnistrazioni l’incertezza sulla possibile estensione della SCIA all’edilizia è stato da più parti sollecitato l’intervento dello Stato. Ebbene si l'intervento statale di chiarimento c'è stato recentemente, da parte dell’Ufficio legislativo del Ministero della Semplificazione ( si fa per dire ... ).

 

Il predetto Ufficio conferma l’estensione della SCIA all’edilizia, in particolare sostenendo:
- che il comma 4-bis prevede l’estensione della SCIA a tutti i casi precedentemente riferiti alla DIA, senza alcuna distinzione;
- la precedente normativa di cui all’art. 19 escludeva espressamente la DIA edilizia; il nuovo disposto non prevede tale distinzione, per cui anche sotto questo aspetto si accede all’interpretazione per l’appunto secondo la volontà del legislatore (ex art. 12 della legge in generale);
- nella specie si parla espressamente di asseverazioni da allegare alla SCIA, ma esse, come risulta dal testo unico dell’edilizia, erano presenti anche nella DIA;
- che questa interpretazione risulta anche dai lavori parlamentari;
- infine, secondo il disposto dell’art. 49, comma 4-bis, la norma “costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” come peraltro già previsto per la DIA.
Rimane tuttavia scoperto il problema interdisciplinare, cioè riferito a tutte le previsioni edilizie.
Anche su questo aspetto si è in grado di fornire adeguate risposte:
1) la Scia non si applica alle fattispecie edilizie già previste dal permesso di costruire;
2) la Scia non si applica alle fattispecie edilizie già previste dalla super DIA (intesa come alternativa al permesso di costruire e prevista da normativa speciale);
3) la Scia si applica anche nel caso di vincoli paesaggistici e culturali. Al riguardo rimane ferma la procedura già prevista per la DIA, nel senso della possibilità di acquisire preventivamente il parere della Soprintendenza e poi successivamente presentare la segnalazione al Comune.
Infine mette conto l’opportunità di precisare che gli interventi edilizi cosiddetti “liberi”, previsti da apposita normativa statale e regionale, precedentemente attivabili senza Dia e senza permesso di costruire, non subiscono alcuna modifica.

Essendo queste norme sulla SCIA immediatamente applicabili, cioè a fare data dall’entrata in vigore della legge (decreto legge e legge di conversione) esse hanno seguito di rimozione rispetto alle norme dei regolamenti comunali non compatibili, dal che si comprende l’urgenza e la necessità da parte dei consigli comunali di provvedere all’adeguamento dei propri regolamenti edilizi

 



La SCIA è la nuova procedura per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazioni senza mutamenti di volume e sagoma

Il Ministero per la semplificazione normativa, continuando nella sua politica finalizzata allo snellimento delle procedure, ha varato nella manovra estiva, questa nuova procedura, chiarendo che la SCIA debba applicarsi anche alle procedure edilizie in sostituzione della DIA.



Consigli preliminari

Il progettista incaricato deve accertarsi in via preliminare che l’intervento non rientri nei casi di:

In primo luogo

edilizia libera, come manutenzioni ordinarie, eliminazione di barriere architettoniche senza alterare la sagoma degli edifici, opere temporanee per ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra per l’esercizio dell’attività agricola, serre mobili;
interventi soggetti a comunicazione, come manutenzioni straordinarie su parti non strutturali degli edifici, pavimentazione di spazi esterni, installazione di pannelli solari, realizzazione di aree ludiche e arredo di aree pertinenziali;
interventi soggetti a permesso di costruire, come nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie e urbanistiche.


E' da precisare però che la Scia non sostituisce la Super-Dia, prevista dall’articolo 22 comma 3 del Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Infatti rientrano in questa procedura gli interventi urbanistici in cui è possibile usare la Dia in alternativa al permesso di costruire cosistenti in:

ristrutturazione che porti a un edificio diverso dal precedente, con aumento delle unità immobiliari, mutamenti di volume, sagoma, prospetti o, limitatamente ai centri storici, della destinazione d’uso;
nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi con disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive dichiarata dal Comune in sede di approvazione di detti piani attuativi;
nuova costruzione in esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.


Nelle procedure di cui sopra la sostituzione della Dia con la Scia in quato applicabile, non è automatica, ma si deve continuare ad usare la vecchia procedura. Valgono le stesse considerazioni per le leggi regionali che, prima dell’entrata in vigore della manovra, hanno deciso il ricorso alla Dia in alternativa al permesso di costruire per alcuni interventi.

In secondo luogo

E' necessario valutare l'eventuale esistenza di un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale gravante sull’immobile o sulla zona d'intervento, in questo caso si potrà usufruire della Scia solo allegando il parere positivo della Soprintendenza. La Scia, infatti, non può sostituire i nulla osta delle Amministrazioni preposte alla tutela del vincolo, ma deve accompagnarsi ad essi.

 

Ambiti applicativi

La Scia si applica quindi a:


- restauro e risanamento conservativo come consolidamento, ripristino, rinnovo degli elementi costitutivi, inserimento degli elementi accessori e degli impianti necessari per l’utilizzo dell’immobile;
- ristrutturazione edilizia, nella quale rientrano anche le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma;
- varianti al permesso di costruire per opere che non incidono su parametri urbanistici e volumetrie, non modificano destinazione d’uso e categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le prescrizioni del permesso di costruire.



In tutti questi casi è possibile presentare la Scia, senza ulteriori oneri, al Comune in cui si trova l'immobile e iniziare i lavori nello stesso giorno. La segnalazione deve essere corredata dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione, che ha 60 giorni di tempo per fermare i lavori in presenza di carenza dei requisiti. Il limite di tempo si allunga in caso di rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica. I pareri degli organi o degli enti appositi sono sostituiti dalle autocertificazioni. In presenza di dichiarazioni false o mendaci l’Amministrazione può vietare la prosecuzione dei lavori, applicare sanzioni penali da uno a tre anni di reclusione o quelle previste dal capo VI del Dpr 445/2000.

Dubbi sulle procedure già in essere

 

Alle già presentate DIA si applica però la normativa presente in quel momento e quindi se la DIA è stata presentata prima della SCIA vale ancora la DIA, fatta salva la possibilità da parte del proprietario di presentare la SCIA per il medesimo intervento nel caso che i lavori non fossero ancora iniziati. Da notizie attinte a campione presso alcuni comuni abbiamo appurato però che alcuni di essi hanno continuato ad accettare la Dia, dando luogo a due procedure parallele. Applicando alla lettera la nota, potrebbero non essere valide le Dia presentate dopo l’entrata in vigore della manovra i cui lavori, decorsi i 30 giorni previsti dalla vecchia normativa, sono già in corso. Come tutte le normative introdotte in sede governativa riguardanti materie le cui deleghe sono in applicazione agli enti locali, è ormai notorio che nei primi momenti di applicazione generano confusione di cui spesso il povero cittadino ne subisce le conseguenze. E' auspicabile che valga il buon senso e che dubbi e incertezze si risolvano al più presto.

 

 

 

Geom.Cesare Gherardi



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