BELLA ITALIA - EVENTI CULTURALI ITALIANI

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La Rocca d'Anfo





La Rocca d'Anfo spezza l'assedio del degrado per essere espugnata da una folla di visitatori. La «seconda vita» del monumento simbolo della Valsabbia comincerà con un vero e proprio «assalto». Alla vigilia della riapertura del sito dopo quattro anni di stand by, sono esauriti i posti disponibili per il debutto, tanto che si sta pensando ad un potenziamento dei turni di visita per rispondere alle numerosissime richieste, che hanno già raggiunto quota 650. L'«effetto Rocca» gratifica le istituzioni che si sono spese per sottrarre la fortificazione all'oblìo a cui sembrava inesorabilmente condannata anche a causa del clima di austerità finanziaria che affligge il comparto dei beni culturali italiani. UNA SFIDA INSOMMA vinta, a dispetto dello scetticismo che inizialmente sembrava aleggiare attorno all'operazione recupero. «La Rocca - aveva affermato in tempi non sospetti l'assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi, impegnata in prima linea nella campagna di rilancio della fortezza - rappresenta un sito di nestimabile valore, che attende solo di essere valorizzato, come dimostra il grande afflusso di turisti, soprattutto stranieri, registrato tra il 2007 e il 2011, prima che i continui smottamenti ne causassero la chiusura».APPREZZATO dai turisti, forse sottovalutato proprio dai bresciani, il monumento architettonico tornerà progressivamente a brillare nella mappa delle mete culturali della nostra provincia. Il complesso militare fortificato eretto nel secolo XV dalla Repubblica di Venezia e rimaneggiato a più riprese in epoca napoleonica, da domani resterà aperto per sei weekend, fino al 20 settembre. In questa prima fase saranno fruibili - attraverso visite guidate condotte dal qualificato personale messo a disposizione dal Gruppo Sentieri Attrezzati Idro - solo alcune parti della struttura che domina il lago d'Idro. Fra queste la caserma Zanardelli, il Corpo di guardia della Batteria Venezia e la suggestiva parte napoleonica, da cui si gode un panorama mozzafiato sull'intera vallata e l'Eridio. La rinascita della fortificazione è frutto della partnership tra Regione e Comunità Montana di Valsabbia. Due i passaggi cruciali dell'operazione: il primo, l'accordo con il quale l'Agenzia del Demanio ha consegnato il sito al Pirellone per 19 anni, in modo da consentire gli interventi di consolidamento, salvaguardia e valorizzazione. «La riapertura della Rocca d'Anfo è il premio al grande sforzo che la Regione, assieme alle istituzioni locali, ha posto in essere per restituire uno dei gioielli della nostra provincia al contatto con il pubblico di turisti e appassionati - rimarca Viviana Beccalossi -. Ma tutto questo è solo l'inizio: i lavori di messa in sicurezza dell'intero complesso sono iniziati da mesi, con l'obiettivo di riaprire definitivamente il sito. Per adesso, l'invito è quello di approfittare di questi fine settimana d'apertura per visitarla e riscoprirla. Il secondo punto chiave è il finanziamento regionale da un milione di euro, che ha permesso la realizzazione dei primi interventi per questa riapertura». I lavori di messa in sicurezza hanno già richiesto un investimento di 700mila euro, ma nuova liquidità è all'orizzonte. Nei prossimi mesi la Comunità conta di reperire 4 milioni di euro per poter ampliare la portata dei lavori di ristrutturazione, forte dell'accordo regionale che prevede la gestione diretta del bene da parte della Comunità Montana almeno per i prossimi cinque anni. «La Regione - sottolinea l'assessore regionale al Turismo Mauro Parolini - sta puntando sulla valorizzazione di singoli punti di interesse, perchè la loro unicità è in grado di trainare l'intero sistema turistico, generando ricadute positive per i territori di riferimento e il tessuto economico locale. La riapertura della Rocca - aggiunge - è un'occasione per rinnovare l'offerta turistica e integrare in modo strategico questa grande risorsa storica e architettonica con gli altri elementi che concorrono a definire l'esperienza di viaggio sul lago d'Idro».o

 
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