NOTIZIARIO - EVENTI CULTURALI ITALIANI

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Aggiornamento al 11/09/2017


NOTIZIARIO
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Le grandi mostre di autunno 2017

Siena Celebra Ambrogio Lorenzetti

Santa Maria della Scala




Dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018

 
 

Iesi un museo multimediale
dedicato a  Federico II



JESI – Ripercorrere la vita e raccontare le imprese di Federico II, nato nella Piazza che porta il suo nome il 24 dicembre 1194. In quello stesso luogo dove, sabato 1 luglio, è stato inaugurato il Museo Stupor Mundi.

Sedici stanze su tre livelli per una spesa complessiva di due milioni e mezzo di euro «uno di tasca mia e il resto da parte della Fondazione Marche» ha precisato Gennaro Pieralisi, presidente della Fondazione Federico II Stupor Mundi, che ha voluto questo spazio. «Il Museo sarà virtuale perché non potevamo certo portare i castelli costruiti dall’Imperatore qui a Jesi – ha ironizzato l’imprenditore jesino – La città negli ultimi decenni è stata depauperata di diverse cose, penso al tribunale, da qui la necessità di dare una nuova spinta. L’idea del museo è nata insieme all’amico Callieri (Carlo,vice presid. Confindustria e dirett. centrale Fiat, ndr)». La sede dell’esposizione è a Palazzo Ghislieri, in Piazza Federico II, locali di proprietà della Cassa di Risparmio che li ha dati in affitto al comune. Dopo aver ripercorso le vicende che hanno portato alla nascita della Fondazione Marche, Mario Pesaresi che ne è il vice Presidente ha sottolineato il grande lavoro che è stato fatto per dare luce al museo, uno spazio che sia sinonimo «di una comunità che si sviluppa e che si nutre di personaggi di questo calibro» ha confermato Luca Butini, assessore alla cultura.



 

Firenze - Palazzo Strozzi
DAL 21 SETTEMBRE, IN MOSTRA 70 CAPOLAVORI DA MICHELANGELO A VASARI



Mostra evento del prossimo autunno:
con più di 70 capolavori, Il Cinquecento a Firenze. Da Michelangelo a Vasari celebrerà l’eccezionale stagione del XVI secolo nella signoria fiorentina,
riunendo per la prima volta in un’unica sede opere immortali provenienti dai maggiori musei d’Italia e d’Europa, oltre che dalle chiese di Firenze e da prestigiose collezioni private.

 


Grande evento a PAESTUM
Dal 27 Maggio 2017 al 28 Maggio 2017


Viviamo due giorni come gli antichi romani tra i templi, il foro, l'anfiteatro e le botteghe di Paestum:






Dalle 10.00 alle 17.30 sarà come fare salto nel passato per rivivere l’emozione e la suggestione della Paestum romana: dall’Anfiteatro al Tempio della Pace, dal Foro al Comitivm, sarà possibile incontrare matrone, senatori, patrizi, plebei, commercianti;

dalle 10:00 alle 15:30 i più piccoli potranno partecipare a una caccia al tesoro a tema;

alle 17.00, nell’anfiteatro, si assisterà ai giochi dei gladiatori offerti da Quinto Arrio Serio.

Presso il Tempio di Nettuno il sacerdos ricostruirà un rito basato su antiche fonti, interamente recitato in latino, con processione sacra.

Ecco le curiosità:
come mangiavano gli antichi Romani? Quali erano le pietanze del popolo, quali quelle dei ricchi? Come veniva macinato il grano per fare il pane, e quale pane veniva mangiato maggiormente?
Scopritelo nella bottega che si affaccia sul Foro di Paestum con l’archeo-cuoca IVCVNDA, che sfornerà il pane, vi farà assaggiare il libum di Catone, il celeberrimo garum oppure bere un bicchierino di mulsum, il vino speziato romano; come ci si curava in epoca imperiale a Roma? E prima? Quali erano le erbe mediche? Quali gli strumenti chirurgici usati dai Romani? Scopritelo con il medico greco Eutyches, esperto di medicina.
E poi si potrà scoprire come venivano realizzate le monete, quali erano le essenze, gli oli profumati, le polveri che utilizzavano le ricche matrone per truccarsi; provare a usare un telaio, a tessere una trama, presso la bottega del tessitore con dei telai ricostruiti e perfettamente funzionanti.
I personaggi storici che si incontrano lungo il percorso forniranno informazioni, storiche e tecniche, in italiano e in inglese. L’evento, in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum, è ideato e promosso dall'Associazione Culturale SPQR di Roma, insieme a Mos Maiorum e Romanitas da anni impegnate nella rievocazione storica, nella valorizzazione di siti archeologici e musei con living history, e come consulenti in documentari storici come Ulisse di Alberto Angela, e in quelli realizzati per History Channel e The National Geographic Channel.

 

Le più belle dimore storiche d'Italia che sono diventate  Residenze d'Epoca per soggiorni indimenticabili





Foto: tratte da dimorestoricheitaliane.it


Villa Tasca – Sicilia
Questa villa di Palermo è d’impianto cinquecentesco, mentre l’oasi che la protegge è uno dei giardini più emblematici del Romanticismo siciliano Ottocentesco. Qui hanno trascorso il loro tempo libero personalità del calibro di Richard Wagner e Wolfgang Goethe.


Villa Corinna – Liguria
Si trova a Ventimiglia, in provincia di Imperia, ed è una Torre Saracena del XVI secolo che si affaccia sul Mar Ligure. È stata frequentata da artisti e scrittori come Pablo Picasso, Henri Matisse, Edith Wharton, William Somerset Maugham ed Aldous Huxley. Nei suoi giardini è coltivata la rosa Encantadora, qui creata e dedicata ad Evita Peron in occasione del suo viaggio sulla Riviera.



Castello di Porcia – Friuli Venezia Giulia
Il castello, situato a Porcia, in provincia di Pordenone, è uno dei luoghi simbolo della storia del Friuli. Ha ospitato imperatori quali Carlo V ed Enrico III d’Asburgo.





Palazzo Amarelli – Calabria
A Rossano, in provincia di Cosenza sorge questo palazzo, realizzato probabilmente a cavallo del ‘500 e del ‘600, che ospita il Museo della Liquirizia ed è il secondo museo d’impresa più visitato d’Italia.



Isola Bella, Stresa - Piemonte
Un lavoro di oltre quattrocento anni, dal ‘600 al ‘900, ha trasformato uno scoglio abitato da pescatori, di proprietà della dinastia Borromeo, in un giardino fiorito, sovrastato da una dimora barocca. Si trova nel lago Maggiore.






Castello di Casamassella – Puglia
Si trova a Uggiano la Chiesa, a 4 km da Otranto, in provincia di Lecce e le sue origini risalgono al XIII secolo quando, sotto il regno di Carlo d’Angiò, fu eretto come residenza fortificata.




Castello Odescalchi di Bracciano - Lazio
É considerata una delle più belle residenze rinascimentali d’Europa. Si trova a Bracciano, in provincia di Roma. Rappresenta uno spaccato di storia dell’architettura perché al suo interno coniuga stile medievale, rinascimentale e barocco.





Villa Emo Capodilista ‘La Montecchia’ - Veneto
Si trova a Selvazzano Dentro, provincia di Padova, e domina un piccolo colle, circondato da vigneti. È considerata un capolavoro dell’architettura tardo-rinascimentale.




Castello Castellammare di Stabia – Campania
Situato nell’omonimo comune, in provincia di Napoli, il castello Medioevale sorge in uno dei tratti più suggestivi della Penisola Sorrentina. Nel corso dei secoli ha avuto sempre una funzione difensiva e ha subito modifiche in base ai cambiamenti delle tecniche di guerra.





Castello di Tabiano - Emilia Romagna
Il castello di Tabiano, situato a Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, sorge su un antico insediamento difensivo di origine romana e longobarda, per presidiare i pozzi di sale a Salso de Majori e la via Francigena. Le sue origini sono antichissime ma oscure: le prime tracce certe risalgono agli inizi del XII secolo.









 

VENEZIA
Aperta la Biennale 2017



 
 

L'arte restaurata - Due grandi opere di Paolo Veronese


Tornano a brillare grazie al mecenatismo della Venetian Heritage e di Bulgari.





Sant'Agata in prigione visitata da San Pietro.




San Girolamo nel deserto


A Venezia,  prima che le opere partano per  l'america alla Frick Collectiondi New York , si potranno ammirare alla Galleria dell'Accademia a partire dall'11 maggio fino ad ottobre , poi partiranno appunto per New York dove resteranno fino al marzo 2018 poi torneranno a Venezia  per essere collocate nel loro luogo originario e cioè nella chiesa di San Pietro Martire a Murano.

 



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FAI di Primavera

Nuove opere nei giardini del  parco del ViTTORIALE
a Gardone Riviera






Dall'11 marzo  Festa del Vittoriale, sei nuove sculture faranno il loro ingresso nel parco: bassorilievi e statue, acciaio e terrecotte di Ugo Riva, Girolamo Ciulla, Cesare Inzerillo, Dario Tironi, Federico Severino e Michela Benaglia andranno ad arricchire l’itinerario nell’arte degli ultimi 100 anni che il Vittoriale è in grado di offrire ai visitatori.


 



Copertura per l'Arena di Verona, vince la «conchiglia» dei tedeschi Gmp




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Mosè


Dopo la meravigliosa opera di restauro torna nella Basilica romana di   San Pietro in Vincoli la Tomba di Giulio II.
Il capolavoro di Michelangelo è stato riportato all'antico splendore  com’era nel 1545, anno della sua inaugurazione.



 
 


La grande arte al  Cinema

SEGANTINI - Ritorno alla Natura
Al cinema il 17 e 18 gennaio 2017




 
 

Torna nella Chiesa di San Donato a Genova il trittico
dell'Adorazione dei Magi di Joos Van Cleve











Clicca l'immagine e scarica in pdf la scheda di  Carla Cavelli Traverso

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Da:  http://www.culturainliguria.it

Joos van Cleve (Joos van der Beke) (documentato ad Anversa dal 1511 al 1540)
Trittico con Adorazione dei Magi, Santo Stefano con donatore, Maria Maddalena; Crocefissione; nel verso Annunciazione
Olio su tavola di quercia baltica, centrale cm 156,5 x 138; laterali cm 162,6 x 67; cimase cm 53 x 46

Il trittico, considerato da Ratti "opera d'autor Fiammingo", fu ad inizio '900 attribuito a Cleve, artista presente a Genova tra 1515 e 1530. Di questo autore si trovava a Genova un'altra Adorazione dei Magi già nella chiesa di San Luca d'Albaro.

Questa Adorazione è dipinta secondo l'iconografia tradizionale: nel quadro centrale la scena si svolge in un grande edificio classico, motivo di derivazione rinascimentale. I Magi sono raffigurati con ricche vesti: è riconoscibile Gaspare, dal nome Jasper ricamato sul bordo del vestito nero, e Baldassarre, il re nero, dalla scritta Balteser incisa sulla pisside d'oro. Jasper, inginocchiato in primo piano, bacia la mano di Gesù, Balteser procede con il sontuoso corteo. Nello sfondo piccole scene di vita: soldati bevono al tavolo di una locanda, un cavallo viene desellato, donne chiaccherano alle finestre, muratori accomodano un tetto, pastori pascolano i loro animali. Lungo le strade tortuose avanza la processione dei Magi, che portano i loro doni con asini e cammelli.

Nell'anta destra, tra mulini ad acqua ed abitazioni popolari, Santo Stefano presenta il committente Stefano Raggio, riccamente abbigliato secondo la moda ed appoggiato ad un inginocchiatoio, sul quale è dipinto lo stemma di famiglia.

Lo sportello di sinistra raffigura la Maddalena: per ragioni di simmetria con il destro avrebbe dovuto raffigurare la moglie del committente. Per questo si è ipotizzato che il Raggio fosse già rimasto vedovo di Maria Maddalena Giustiniani, sposata nel 1517 e qui presentata nelle vesti della Santa: la moglie apparirebbe quindi come "anima purificata" nella mandorla di luce sopra la Maddalena. Dietro la Maddalena, una città portuale è ritratta in un momento di grande attività commerciale: sulla banchina, in mezzo ad una grande confusione di merci e di materiali, è raffigurata la massa ingombrante di una macchina, forse una gru od un montacarichi di legno. Questa apparecchiatura, dipinta con precisione da Cleve, è raffigurata in altri dipinti fiamminghi del periodo.

 

Impariamo dagli altri
Valorizziamo al massimo quello che abbiamo come hanno fatto gli olandesi


Il curioso mondo di Hieronymus Bosch



E' un film che sarà proiettato nelle sale italiane il 13 e 14 dicembre prossimi.
Un omaggio al grande artista olandese a 500 anni dalla scomparsa. Il film  racconta il grande talento di uno dei  più visionari fra  pittori olandesi. Definito dalla critica un genio bizzarro soprattutto per l’epoca in cui ha vissuto e lavorato.L’esposizione delle sue opere al Noordbrabants Museum di ‘s-Hertogenbosch, la città appunto dove nacque  Hieronymus,  ha avuto in breve tempo più di 420 mila visitatori.
Ora tutto questo è narrato nel grande film a lui dedicato.


 

KLIMT EXPERIENCE A FIRENZE





Auditorium di Santo Stefano al Ponte

Dal 26 novembre al 2 aprile 2017



 

LA CANESTRA DI FRUTTA DI CARAVAGGIO

ROMA - Galleria Borghese








Dal  16 novembre 2016 al 19 febbraio 2017



La storia

Da





Il canestro di frutta (nota anche con il nome antico di Fiscella) è un dipinto a olio su tela di 47 cm di altezza e 62 di lunghezza realizzato nel 1599 dal pittore italiano Caravaggio (1571-1610) è oggi conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milanofacendo arrivare molti turisti da tutto il mondo. L'opera venne commissionata dal cardinale Del Monte forse al fine di farne dono al Borromeo, mentre quest'ultimo soggiornava a Roma, infatti il dipinto è presente nella collezione del cardinale Federico Borromeo già dal 1607. E' in questo periodo che Borromeo potrebbe aver conosciuto personalmente il Caravaggio( ospite del cardinal Francesco Maria Del Monte).

Nel 1618 Borromeo, cardinale arcivescovo di Milano (residente a Roma fino alla fine del Cinquecento), decise di far costruire un edificio destinato alla futura Pinacoteca Ambrosiana, accanto alla preesistente struttura della Biblioteca Ambrosiana, attiva dal 1609. La Canestra venne donata alla Pinacoteca Ambrosiana dal Borromeo a lavori ultimati, unitamente a tutte le opere della sua collezione privata.

Recenti indagini hanno confermato che il dipinto è stato realizzato su una tela di recupero, secondo una consuetudine del periodo romano, quando il Caravaggio dipingeva direttamente su precedenti stesure pittoriche, fattore che testimonia la povertà di mezzi che caratterizza la giovinezza del pittore (prima del protettorato presso il cardinale).

Lo stesso Borromeo desiderava avere un pendant della Canestra, ma non ne trovò alcuna. Egli stesso scrisse: "poiché nessuna raggiungeva la bellezza di questa e la sua incomparabile eccellenza, è rimasta solitaria" .

 

L'ADORAZIONE DEI MAGI DI DÜRER OSPITE
DEL NUOVO COMPLESSO MUSEALE DEI CHIOSTRI DI SANT'EUSTORGIO A MILANO



Dal 22 novembre, per  festeggerà i primi 15 anni di attività del Museo Diocesano di Milano,  sarà  esposta fino al 5 febbraio 2017,  l'Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer,  in traordinario prestito delle Gallerie degli Uffizi di Firenze
Il dipinto,  datato 1504,  fu irealizzato da Dürer dopo il primo soggiorno italiano, ed in esso si riscontrano influenze leonardesche.



 


NUOVO MUSEO DELLA ZECCA
VIAGGIO NELLA FABBRICA DEI TESORI

Stabilimenti di via Salaria 712

GALLERIA DEGLI UFFIZI – Firenze
Riaprono le NUOVE SALE DEL BOTTICELLI e dei suoi CONTEMPORANEI





Le sale includono anche oltre alle opere del BOTTICELLI, 13 dipinti dei suoi contemporanei:

· Masolino e Masaccio Sant'Anna Metterza
· Masaccio, Madonna del cardinal Casini
· Beato Angelico Incoronazione della Vergine
· Beato Angelico, Madonna in trono col Bambino
· Paolo Uccello, Santa Monica e due fanciulli
· Paolo Uccello, Battaglia di San Romano
· Domenico Veneziano, Sacra Conversazione
· Filippo Lippi, Incoronazione della Vergine
· Filippo Lippi, Predella della Pala Barbadori
· Filippo Lippi, Francesco Pesellino Madonna col Bambino e quattro Santi
· Filippo Lippi, Adorazione del Bambino e i Santi Ilarione, Girolamo e Angeli






Torna per un breve periodo, fino all'11 dicembre 2017 (dopo circa quattro secoli)  

alle Gallerie d'Italia a Palazzo Leoni Montanari a VICENZA
La Trasfigurazione di Cristo
di GIOVANNI BELLINI



Nell'ambito delle celebrazioni del Cinquecentenario della morte di Giovanni Bellini  che dipinse questo olio su commissione, probabilmente per l'altare della cappella Fioccardo nel Duomo di Vicenza. Ma la sua destinazione cambiò allrquando entrò a far parte della Collezione Farnese a Parma e, nel 1734, e per successione dinastica seguì il figlio di Elisabetta Farnese, Carlo di Borbone e fu trasferita , a Napoli, dove venne, prima collocata a Palazzo Reale e,poi, nella Reggia di Capodimonte.

 

Alla   "Camorra" piace l'arte
Sequestrati dalla Guardia di Finanza due quadri di Van Gogh
a Catellamare di Stabia
Erano stati rubati il 7 dicembre 2002 al Van Gogh Museuum di Amsterdam




"La spiaggia di Scheveningen durante un temporale"








"Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen"

 

Terremoto, mostra itinerante sul pittore di Amatrice.
Sgarbi: "Un auspicio di rinascita"





Si lavora ancora al recupero delle opere d’arte del  museo civico di Amatrice dove sono conservate opere del pittore Cola Filotesio di Amatrice, crollato durante il terremoto. Fra  le vittime c’è anche la  direttrice della struttura, Floriana Svizzeretto.
Vittorio Sgarbi annuncia a Milano una prossima mostra itinerante per raccogliere fondi e ricordare questo pittore a molti sconosciuto ma che è il vanto della espressione pittorica laziale della fine del 1400 e l’inizio del 1500.
La mostra verrà organizzata tra il 7 e il 10 dicembre e sarà suddivisa in quattro città. A Milano, presso la casa museo Bagatti-Valsecchi dove verranno esposte tre opere tra le più significative del Cola. A Mantova, presso il palazzo Te, ad Ascoli Piceno presso la Pinacoteca Civica e all'Aquila nella Basilica di San Bernardino. Eccetto Milano, le altre tre città sono accomunate dall'essere tutte città colpite da terremoti, oltre ad essere molto importanti nella storia di Cola dell'Amatrice, un pittore che Sgarbi definisce "quasi all'altezza di Raffaello". Con un biglietto da 10 euro sarà possibile visitare tutte le mostre, anche se dalla Regione stanno anche pensando alla possibilità di lasciare l'ingresso gratuito.







Nicola Filotesio fu il vero nome dell'artista meglio conosciuto come Cola dell'Amatrice. La sua nascita è stabilita, con buona approssimazione, nell'anno 1489 (o intorno al 1480) a Filetta presso Amatrice[1], centro controllato dagli aquilani all'estremità settentrionale del Regno di Napoli ed oggi ricompreso nella provincia di Rieti.
Spesso è indicato nelle cronache a noi pervenute come una persona freneticamente dedita al lavoro creativo, ma al tempo stesso come figura tormentata e complessa. Cola operò in diverse località dell'Italia Centrale, ma si formò e lavorò principalmente nella città marchigiana di Ascoli Piceno. Fu allievo di Dionisio Cappelli, ed il suo genio artistico toccò l'eccellenza nella pittura e nell'architettura, sebbene si dedicò anche alla scultura. Le sue opere pittoriche e le sue tavole erano molto simili a quelle del Trecento ed i suoi grandi affreschi ricordano le opere raffaelliane. La sua impronta contraddistingue il vigore della nuova edilizia dell'Ascoli Rinascimentale, in particolare nei disegni di alcune finestre.
Isolato dai più grandi centri urbani del tempo e poco valorizzato dalla ristrettezza del suo ambiente, mantenne comunque sempre un forte legame con la sua città natale, tanto da firmare le sue opere come "Cola Amatricius", nome con cui fu conosciuto dai più. Dai dipinti giovanili si può notare una formazione che trae le radici dalla cultura umbro-romana, a cui si unirono poi elementi specifici di quella abruzzese.
I suoi primi lavori furono il polittico per la chiesa di San Bartolomeo alle Piagge, vicino Ascoli Piceno (1509), la Pala di Campli (1510), la Pala di Folignano (1512), la Pala di San Vittore (1514).
Giunse ad Ascoli Piceno nei primi anni del XVI secolo, con la speranza di affermarsi dopo la scomparsa di Carlo Crivelli, e assunse come aiuto Guidotto, nipote dell'orafo Pietro Vannini. Si impegnò nel 1516 a dipingere, entro due anni, una tavola per l'altare maggiore della chiesa di San Francesco per 250 ducati d'oro (lo stesso anno a Perugia, Raffaello per una pala venne ricompensato con 200 ducati). Fermatosi ormai stabilmente ad Ascoli Piceno, acquistò una casa da Giovanni Albanese detto "Re di Coppe", a 140 ducati, ottenendo così la residenza e la cittadinanza ascolana nel 1518; nello stesso periodo sposò Maria, giovane fanciulla rinomata in città per la sua bellezza.
Già con la pala di San Vittore si erano cominciati a vedere importanti miglioramenti (caratteristica che lo accompagnò per tutta la sua carriera, un miglioramento continuo scaturito dall'esperienza "sul campo", sia nella pittura che nell'architettura e l'urbanistica), ma è a partire dal 1519 che raggiunse la piena maturità con La sacra famiglia e con L'assunzione e i quattro Santi.
Tra il 1518 e il 1533 Cola si dedicò più attivamente all'architettura; venne a contatto con il Bramante, al seguito di Alberto da Piacenza, e con il suo allievo Raffaello Sanzio, di cui poté sperimentare l'arte nel territorio ascolano, ricco di testimonianze del periodo romano.
Dopo vari lavori di restauro nella città di Ascoli, nel 1525 realizzò la facciata della basilica di San Bernardino all'Aquila, modificando un progetto di Michelangelo Buonarroti della chiesa di San Lorenzo che non fu mai realizzata (ne resta però un modello in legno); si suppone che il modello sia stato offerto a Nicola dallo stesso Michelangelo, ma nessuna fonte scritta lo testimonia. Cola decise poi, di trasferirsi all'Aquila dal 1527 al 1529 aprendo tra l'altro una bottega.
Nel 1529 venne richiamato ad Amatrice, sua città natale, vittima del sacco degli spagnoli in conseguenza dei conflitti tra Aragonesi e Angioini: il consigliere di guerra Alessandro Vitelli lo incaricò di ricostruire la città. Nicola poté così cimentarsi anche nell'ingegneria urbanistica, appresa, insieme all'architettura, sul campo piuttosto che dai libri (già nel 1525 aveva ristrutturato l'acquedotto di Ascoli Piceno), vista l'impossibilità di accedere ai rari manoscritti del suo tempo.
Tornato nuovamente ad Ascoli, nel 1532 divenne direttore dei lavori per la facciata del Duomo cittadino.
Il natale del 1535 fu un periodo difficile per la città di Ascoli, infatti il Papa inviò un contingente militare guidato dal commissario pontificio Quieti per catturare Astolfo Guiderocchi, amico di Cola, reo di aver ucciso sotto i suoi occhi Michele Recchi di Castignano. Non riuscendo nel tentativo e vista la resistenza della nobiltà ascolana, Quieti dette fuoco al Palazzo dei Capitani del Popolo, in cui si erano rintanati gli ascolani. Nel rogo (a cui per altro scampò Vincenzo Parisani detto "il Malizia", capo dei rivoltosi), tutto venne bruciato (anche l'archivio comunale), tranne un crocifisso di legno che rimane illeso. Alcuni giorni dopo, il vescovo nominò proprio Cola come uno degli esperti incaricati di verificare l'autenticità del sangue che, secondo alcune voci, sarebbe miracolosamente uscito dal costato del crocifisso. Gli eventi cittadini colpirono da vicino Cola solo pochi mesi dopo, il 10 marzo 1536, quando il papa Paolo III decise di bandire dalla città tutti i sostenitori di Guiderocchi. Nicola, essendo amico del ricercato, decise di fuggire insieme alla moglie. Poco fuori dalla città, in prossimità del torrente Chiaro, i due si resero conto di essere inseguiti da parecchie guardie, attratti più dalla bellezza della donna che da Nicola; così, per salvare l'onore e il marito, Maria decise di buttarsi da un'altura.
« più per cagione di lei che bellissima giovane era, che per altro, ella si risolvé, non vedendo di poter in altro modo salvare a sé l'onore ed al marito la vita, a precipitarsi da un'altissima balza in fondo [...] »
(così scrive Giorgio Vasari, che aveva appreso l'episodio sulla vita di Cola, dal suo amico e concittadino Pietro Camaiani, vescovo di Ascoli dal 1566 al 1579)
Nel 1537 si occupò di progetto e realizzazione della diga di Biselli (Norcia). Il crollo della diga nel 1540 costrinse Nicola a difendersi da richieste di risarcimento e dalle immancabili critiche.
Partecipò alla costruzione della Rocca Paolina a Perugia a partire dal 1542. Forse nello stesso anno lavorò a Città di Castello affrescando stanze, lunette e volte nel palazzo Vitelli alla Cannoniera, ora sede della Pinacoteca. Nel 1549, in una delle sue ultime fatiche, gli venne affidata la costruzione del nuovo portale monumentale del Palazzo dei Capitani del Popolo di Ascoli.
Morì intorno al 1559 ad Ascoli Piceno senza lasciare né una scuola né un allievo.





Il tremendo terremoto che ha colpito l'Italia Centrale,  mietendo centinaia di vittime.




-  La redazione del nostro blog si unisce al dolore delle famiglie che hanno perso i loro cari e sopratutto rimane attonita davanti al grande numero di bambini che hanno perso la vita sotto le macerie. Le immagini continuamente diffuse dai TG ci fanno capire la vastità della tragedia, interi paesi distrutti,  antichi borghi ora non ci sono più.

Anche il mondo dell'arte e dei beni culturali è in lutto per la perdita di monumemti, chiese e palazzi storici nonchè dei tesori in essi racchiusi,il  Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale fornisce un primo elenco provvisorio delle cose perdute e dei danni che  questo immenso patrimonio  ha avuto:






LAZIO
AMATRICE - Basilica di San Francesco: Crollata, Basilica Sant'Agostino: Crollata, Arco San Francesco: Distrutto, Chiesa San Giovanni: Crollata, Chiesa Sant'Agnese: Crollata, Chiesa Santa Maria del Suffragio: Crollata, Chiesa San Giuseppe: Crollata, Chiesa Sant'Emidio: Crollata, Museo Civico: Crollato, Archivio Comunale: Crollato, Biblioteca Comunale: Crollata, Chiesa del Crocifisso: Crollata, Porta Romana: Danneggiata gravemente, Torre Civica: Danneggiata gravemente, Porta Ascolana: Danneggiata gravemente.

MARCHE
URBINO - Duomo: lievi lesioni alle mura,
ARQUATA DEL TRONTO - Chiesa Santissima Annunziata: lesione importante del Campanile e dei muri (non raggiungibile), Chiesa Santissimo Salvatore: lesione muri e tetto (non raggiungibile), Chiesa Santa Croce: completamente distrutta Torre Medioevale, lesioni e caduta della merlatura (non raggiungibile)
ASCOLI PICENO - Museo Statale archeologico: chiuso per lesioni interne alla struttura
MONTEGALLO (AP) - Chiesa Santa Maria in Pantano: crollo parziale del campanile con caduta e rottura della campana cinquecentesca
MONTEMONACO (FM) - Chiesa San Benedetto: lesioni interne alla struttura
TOLENTINO (MC) - Chiesa Santissimo Crocifisso: crollo parte di una volta
SAN GINESIO (MC) - Chiesa della Collegiata: crollo parte del soffitto interno, Chiesa San Ginesio: lesioni interne importanti, Convento Benedettine: lesioni interne importanti alla Chiesa
GUALDO (MC) - Chiesa San Savino: lesioni interne importanti. Spostata e messa in sicurezza tela del Crivelli di concerto con la Soprintendenza

ABRUZZO
VALLE CASTELLANA (TE) - Chiesa della Frazione Pietralta: lesione del campanile, Chiesa della Frazione Pascellata: lesioni mura interne, Chiesa della Frazione Ceraso: crollo parziale della Chiesa e del Campanile, Chiesa della Santissima Annunziata: lesioni interne importanti
ROCCA SANTA MARIA (TE) - Chiesa Santa Maria: lesione campanile
CAMPLI (TE) - Chiesa Santa Maria Venales: chiesa già inagibile caduta porzione copertura
TORIANO NUOVO (TE) - Chiesa Madre: varie importanti lesioni interne
TERAMO - Chiesa Santa Maria Delle Grazie: caduta calcinacci navata centrale con danneggiamento affreschi
ISOLA DEL GRAN SASSO (TE) - Chiesa San Michele: crollo del campanile della Chiesa, già inagibile

UMBRIA
NORCIA - Monastero San Benedetto: lesioni evidenti alla guglia di destra e lesioni di rilievo sul porticato lato destro del plesso, Le mura perimetrali della Città vecchia: lesionate su tre punti con crolli parziali in prossimità di Porta Sabina, Porta Romana e Porta Orientale. Frazione Castelluccio di Norcia - Il campanile della Chiesa Centrale risulta gravemente lesionato e pericolante (non è possibile l'accesso alla frazione causa interruzione del plesso stradale per caduta massi, come segnalato dai Vigili del Fuoco). Frazione San Pellegrino - Lesionato il campanile della Chiesa di S. Pellegrino. Frazione Preci - Chiesa Santa Maria della Pietà e Chiesa Sant'Eutizio: lesioni evidenti. Frazione Campi di Norcia - Chiesa San Salvatore: lesionata
SELLANO (PG) - Chiesa Montesanto: caduta calcinacci e lievi crepe sulle mura, Borgo Storico di Sellano, Arco Medioevale e le mura storiche di cinta: transennate dai Vigili del Fuoco, poiché pericolose per caduta calcinacci. Località Casale - Chiesa San Rocco: lesioni e caduta calcinacci
CERRETO DI SPOLETO -  Località Colle - Chiesa Madonna di Costantinopoli: lesioni infrastrutturali di notevole importanza. Località Borgo Cerreto - Chiesa Borgo San Lorenzo: lesioni infrastrutturali gravi sul rosone centrale e alle mura sottostanti. Frazione Ponte Cerreto - Chiesa Santa Maria Assunta: presenti evidenti crepe all'interno della sola sagrestia. Località Nortosce -Chiesa di San Pietro Greta: danni strutturali evidenti (non è possibile accedere al sito per l'alto rischio di crollo), Eremo della Madonna della Stella (ubicato in alta montagna su scoscesa parete di roccia, Il Sindaco di Cerreto di Spoleto segnala probabili danni strutturali.

 

La Venere di Urbino

Capolavoro di TIZIANO
In Mostra ad Urbino nel Palazzo Ducale
Dal 6 settembre al 18 dicembre 2016






La storia del famoso dipinto


Il dipinto fu commissionato dal rampollo del Ducato di Urbino Guidobaldo II Della Rovere, che nel marzo 1538 sollecitava con insistenza il suo agente a Venezia per l'acquisto di una "donna nuda" di Tiziano e al tempo stesso chiedeva più volte il denaro necessario alla madre, Eleonora Gonzaga. Quest'ultima, da parte sua, non doveva vedere di buon occhio il capriccio del figlio e non sborsò neanche un ducato, così il dipinto restò nella bottega del pittore e Guidobaldo, preoccupato che fosse venduto ad altri, assicurò che avrebbe pagato anche a costo di impegnare qualcosa di suo

Qualche mese dopo l'opera riuscì finalmente a prendere la strada per Urbino: il dipinto era inteso come "modello" educativo per Giulia da Varano, la moglie estremamente giovane del duca sposata nel 1534 per ragioni politiche, al fine di persuaderla al connubio amoroso in maniera allegorica e culturalmente prestigiosa. La Venere conquistò una larga fama, che fruttò a Tiziano e ad altri artisti veneziani numerose richieste di repliche e varianti.

Nel 1673 Vittoria Della Rovere, ultima discendente della dinastia, si sposò con Ferdinando II de' Medici portando a Firenze inestimabili capolavori del ducato urbinate, tra cui anche la celebre Venere.  Il dipinto fece parte del patrimonio della Galleria degli Uffizi fino dal fu sucuramente o alla galleria degli Uffizi fino dal 1736 dove dopo i recenti restauri fu collocato in un apposita Sala. Il dipinto ha fatto il giro del mondo :  al Prado di Madrid, al Palais del Beaux Arts di Bruxelles, alla National Gallery of Western Art di Tokyo e a Palazzo Ducale a Venezia, ma mai ad Urbino da dove era partito. Ora vi ritornerà per una grande mostra assieme ad altre meraviglie del rinascimento come : la città ideale, i ritratti dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca ed altre opere della collezione urbinate.






 
 


VILLA VISCONTI BORROMEO LITTA
a Lainate
Il parco pubblico più bello d'Italia








La storia della Villa

 


In mostra a Villa La Quiete
Firenze

Il famoso quadro del Botticelli

Incoronazione della Vergine e Santi










Villa La Quiete - Firenze

Leggi un po' di storia

 






Collegamento al sito ufficiale




“MiGuidi” è una affermata realtà nel panorama culturale milanese.

Milano il tema. Milano come multiforme protagonista delle visite che “MiGuidi” organizza e conduce: scoperta e riscoperta di storia, di stile e di stili, tra passato, presente e futuro.

Un network di Guide di Milano e Provincia, abilitate alla professione e laureate in discipline storico-artistiche, che si alternano, a seconda delle proprie specializzazioni, nella trasmissione del nostro patrimonio culturale.

MiGuidi per i privati, ma anche per le aziende e i bambini…ad ognuno il proprio linguaggio.

 
 



Tra il 29 giugno e il 31 luglio si potrà ammirare nel DUOMO DI SIENA

IL PAVIMENTO



 
 

Christo "The Floating piers"
L'evento più spettacolare del grande artista
15 milioni di euro per camminare sulle acque del Lago d'Iseo




Fino al 3 luglio

 

“L’ospite illustre”
Napoli - Le Gallerie d’Italia - Palazzo Zavellos Stigliano

Arlecchino con specchio (Arlequin au mirorir) di Pablo Picasso



Dipinto inscritto inizialmente nella serie degli Arlecchini seduti che il genio spagnolo produsse nel 1923, che in realtà fa più genericamente parte del gruppo di figure circensi e altre maschere malinconiche che Picasso ritrasse con affetto molte volte. A ben guardare infatti dell’Arlecchino si trova traccia solo nel cappello giacché il volto triste e privo di maschera appare più simile a un Pierrot. L’opera arriva dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid che in cambio ha ottenuto in prestito dalle collezioni Intesa Sanpaolo Il Martirio di sant’Orsola, tela a cui Caravaggio si dedicò negli ultimi mesi della sua vita.

L’Arlecchino rimarrà esposto a Napoli dal 17 giugno all’11 settembre

"Luce su Giovanni Bellini"



500 anni dalla morte di Giovanni Bellini



La Sua presenza, o quella di un suo Collaboratore, è particolarmente gradita
Al termine degli interventi, si potrà ammirare la “Presentazione al Tempio”, capolavoro di G. Bellini, patrimonio della Fondazione Querini Stampalia
l Progetto Speciale “Luce su Bellini”, è promosso e gestito dal Polo Museale del Veneto e dalla Regione del Veneto in collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia ed è coordinato sotto il profilo tecnico da Fondaco, con il fondamentale apporto delle Soprintendenze Belle Arti e Paesaggio di Venezia e di Verona, della Curia Patriarcale di Venezia, delle Gallerie dell’Accademia, del Comune di Venezia – Fondazione Civici Musei, della Fondazione Giorgio Cini, del Gran Priorato di Lombardia e Venezia del Sovrano Ordine di Malta, dell’Asl 12 Veneziana, del Comune di Padova – Assessorato alla Cultura - Civici Musei, del Comune di Treviso, Assessorato alla Cultura - Civici Musei, del Comune di Verona, Assessorato alla Cultura - Civico Museo di Castelvecchio, del Comune di Vicenza, Assessorato alla Cultura – Museo Civico di Palazzo Chiericati e Chiesa di Santa Corona, dell’Accademia dei Concordi in Rovigo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Per la prima volta, un progetto culturale unisce un così ampio numero di realtà pubbliche e private della città di Venezia e dell’intero territorio veneto.
Luce su Bellini coinvolge ogni chiesa, museo, collezione che possa vantare nel proprio patrimonio almeno una opera di Giovanni Bellini.
Ciascun soggetto si è impegnato a valorizzare ciò che di Bellini è offerto in visione nella propria sede.
Un innovativo progetto di illuminotecnica, interamente finanziato da soggetti privati, consentirà l’illuminazione ad alto livello qualitativo di tutte le Pale d’altare di Giovanni Bellini conservate nelle sette chiese veneziane che ancora le accolgono. Progetto, è importante sottolineare, avrà carattere permanente.
Una ulteriore Pala, attualmente affidata alle cure della Soprintendenza, sarà esposta prossimamente negli ambienti del Museo Diocesano di Venezia, accompagnata da una mostra documentativa sull’artista.
Incontri di approfondimento, visite guidate speciali, concerti, iniziative diverse accompagneranno il Centenario Belliniano.
Una app, gratuitamente attivabile, consentirà ai veneti e ai turisti di percorrere Venezia e il Veneto alla scoperta di Giovanni Bellini.

 

FIRENZE

Jan Fabre. Spiritual Guards







Jan Fabre. Spiritual Guards è la retrospettiva dedicata ad uno degli artista più versatili del nostro secolo. La mostra inaugurata il 15 aprile non è la solita mostra dal percorso prestabilito, ma un percorso che si snoda attraverso tre luoghi statali, simbolo della cultura: Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e i giardini del Forte del Belvedere (dal 15 maggio) dove le sue sculture dialogano con la natura e con l'arte circostante.

Fino al 2 ottobre saranno esposti più di cento lavori di Jan Fabre realizzati dal '78 ad oggi tra sculture in bronzo, installazioni, lavori in cera e i video delle performance, mentre due opere inedite completeranno le visioni immaginarie dell'artista. L'immaginazione infatti ha un ruolo importante per capire il progetto, basta vedere i nomi delle opere scelte: Searching for Utopia, in Piazza della Signoria accanto alla statua equestre di Cosimo I, The man who measures the clouds, sull'Arengario di Palazzo Vecchio, dove tra le opere esposte nelle stanze nobiliari spicca il Globo di 2,5 metri,nella Sala dei Mappamondi, ricoperto di gusci cangianti.
Imperdibile sarà l'apertura a maggio della mostra al Forte del Belvedere, dove saranno presenti 60 opere in bronzo e cera di Jan Fabre, tra cui sette scarabei nei punti di vedetta del Forte e autoritratti dell’artista agli angoli dei bastioni.

Dualismi e contrasti: l'arte di antichi poteri smentita da una visione di un'arte naturale e moderna, bisogno innato di protezione e recondito desiderio di slanci spirituali che non limitano l'immaginazione. Jan Fabre crea visioni colossali dove i simboli di bellezza, forza e vulnerabilità, ci offrono una tregua alle nostre battaglie interiori.

 

VIAGGIO NELLA MENTE DI ARIOSTO PER I CINQUECENTO ANNI DELL'ORLANDO FURIOSO

Il 22 aprile del 1516, a Ferrara in una tipografia si finiva di stampare l'’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Il poema venne ampliato e corretto fino al 1532, ma questa data segnò l'inizio del viaggio di un'opera cardinale nella storia della letteratura italiana.


A Palazzo Diamanti il prossimo 24 settembre si aprirà la grande mostra in ricordo del grande Ludovico Ariosto


Riapre a Venezia Palazzo Cini



Capolavori ritrovati della collezione di Vittorio Cini



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Casa-museo un tempo abitata da Vittorio Cini (1885-1977) cui è dedicata la mostra "Palazzo Cini, la Galleria. Capolavori ritrovati della collezione di Vittorio Cini. Crivelli, Tiziano, Lotto, Canaletto, Guardi, Tiepolo". Un evento unico ed imperdibile, per appassionati e non solo, reso possibile grazie alla partnership tra la Fondazione Cini e Assicurazioni Generali. A cura dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini.





Dal 07 aprile al 15 novembre 2016.



 


"MIMMO CENTONZE: LARGE FORMAT"
MOSTRA PERSONALE A DUBAI






Inaugurazione: martedì 5 aprile 2016 ore 19:00

Artissima Art Gallery, Dubai - Emirati Arabi Uniti


La mostra è incentrata esclusivamente su dipinti di grandi dimensioni (tutte le opere esposte misurano 2 metri di altezza per 3 metri di larghezza) e presenta una rigorosa selezione dei lavori più recenti dedicati al tema dei capannoni, grandi tele di impatto drammatico e dalla stesura inquieta e densa di tensione, sorprendenti e mistiche intuizioni luminose che disorientano e attraggono irresistibilmente l’osservatore verso ‘la luce’. Opere di grande impatto e dalla forte intensità emotiva.
Tra le opere presentate ci sarà anche il dipinto “Capannone” esposto nel 2012 nell'eccezionale mostra personale che il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha dedicato all’artista, rendendogli così l’onore di essere il più giovane artista internazionale, sia dell’attuale che della passata generazione, ad inaugurare una mostra monografica nella prestigiosa sede romana (Kandinsky 1991, Gilbert & George 1991, Botero 1991, Joseph Beuys 1992, Giorgio De Chirico 1992, Richard Long 1994, Joseph Albers 1994, Tiziano 1995, Hermann Nitsch 1996, Alberto Burri 1996, Maurice Utrillo 1996, Robert Capa 1996, Lucio Fontana 1998, David Lachapelle 1998, El Greco 1999, Enrico Baj 2001, Mark Rothko 2007, Bill Viola 2008, Giorgio De Chirico 2010, Mimmo Centonze 2012).
L'evento espositivo riflette l'impegno degli Emirati Arabi Uniti nel diffondere l'arte e la cultura, in particolar modo dell'emirato di Dubai che continua a raccogliere lodi come leader assoluto nel sostenere eventi ed iniziative artistiche a livello mondiale.
Alla serata d’inaugurazione della mostra a Dubai, nella quale sarà presente l’artista, e per l’intera durata dell’esposizione, il pubblico di collezionisti, critici, curatori di musei, galleristi, artisti e appassionati d'arte provenienti da tutto il mondo (la mostra si svolgerà in concomitanza con la Fiera Internazionale d'Arte "World Art Dubai") avrà modo di conoscere anche le tappe principali dell'eccezionale carriera ventennale del Maestro che parte dagli intensi ritratti, realizzati con acutezza e vigore, e dalle maestose eppure intime figure ritratte nello studio dell’artista, passando per il periodo informale fino a raggiungere la straordinaria esplosione di creatività dei grandi spazi luminosi dei capannoni, soggetto comparso per la prima volta nelle opere dell'artista nel 2008 e continuato fino a coinvolgere le ultime imponenti sculture, appassionanti meditazioni plastiche su questo stesso tema.
Negli ultimi dieci anni la fama di Mimmo Centonze è cresciuta esponenzialmente: la prima mostra personale a Milano curata da Vittorio Sgarbi nel 2009, il "Premio Speciale Fondazione Roma" assegnatogli nel 2010 dal Presidente della Fondazione Roma Prof. Emmanuele F.M. Emanuele, il ritratto del boss mafioso Totò Riina esposto nel 2010 all'interno del Museo della Mafia di Salemi in Sicilia inaugurato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l'esposizione alla Biennale di Venezia nel 2011, la rigorosa esposizione monografica dedicata all'artista dal Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2012, la mostra personale durata ben nove mesi realizzata tra il 2013 e il 2014 a Matera (evento espositivo che ha partecipato attivamente alla candidatura della città natale dell’artista come Capitale Europea della Cultura 2019), fino all’esposizione nel 2015 a Venezia presso la Fondazione Cini all'interno del progetto artistico globale di Luciano Benetton “Imago Mundi: Mappa dell'arte nuova” che ha raccolto le opere di artisti provenienti dai cinque continenti, e all'Expo di Milano nella mostra “Il Tesoro d'Italia”, selezionato da Vittorio Sgarbi tra i migliori artisti dal Trecento ai giorni nostri.
“Pochi pittori del nostro tempo hanno, più di Mimmo Centonze, il senso della vastità dello spazio” ha scritto di lui il critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi. Il Presidente della Fondazione Roma e Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo, il Prof. F.M. Emanuele, ha dichiarato: “Sono un suo convinto estimatore. Lo considero uno degli artisti potenzialmente più brillanti della nuova generazione”. Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha dichiarato: “Notevole il ritratto di Totò Riina dell’artista”. Il fotografo Oliviero Toscani ha scritto: “L'arte di Mimmo Centonze trasuda di peccato, di decadenza, di libidine, di intolleranza, di religiosità blasfema, di sesso e di bellezza. Cosa ci può essere di meglio per l'arte moderna?”.





 


GIORNATE DEL FAI
di Primavera
19 - 20 MARZO



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Un grande evento culturale unirà
TORINO , POMPEI e NAPOLI
all'insegna dell'EGITTO






 


MILANO 2016
MOSTRE – GRANDI EVENTI CULTURALI


Umberto Boccioni sarà celebrato dalla città di Milano nel centenario della scomparsa con la mostra Umberto Boccioni (1882-1916). Genio e Memoria in programma dal 25 marzo al 10 luglio a Palazzo Reale.




Sempre a Palazzo Reale un altro italiano, Arnaldo Pomodoro, sarà festeggiato attraverso una selezione dei suoi lavori più significativi nella mostra Arnaldo Pomodoro. 90 anni di scultura dal 21 novembre 2016 al 22 gennaio 2017.






Joan Mirò protagonista della mostra al MUDEC Museo delle Culture Joan Mirò: la forza della materia dal 25 marzo all’11 settembre






Jean-Michel Basquiat a cui il MUDEC dedica una retrospettiva dal 5 ottobre 2016 al 19 febbraio 2017





Pinacoteca di Brera Raffaello e Perugino dialogheranno con due capolavori assoluti: loSposalizio della Vergine di Raffaello, opera che fa parte della collezione permanente, e la pala del Perugino di uguale soggetto proveniente dal Museo di Caen. L’iniziativa fa parte di un più ampio programma, ancora da definire, che mira a valorizzare il patrimonio museale attraverso iniziative temporanee.



Triennale - dopo un’interruzione durata esattamente vent’anni dall’ultima edizione del 1996 - della XXI Esposizione Internazionale che quest’anno avrà come titolo XXI Secolo. Design after design, in programma dal 2 aprile al 12 settembre: L’esposizione si articolerà in diverse location disseminate in città:
dalla Fabbrica del Vapore all'Hangar Bicocca,
dai Campus del Politecnico
allo Iulm,
dal MUDEC fino alla Villa Reale di Monza.



Alla Fondazione Stelline inaugura Gallerie milanesi tra le due guerre (dal 25 febbraio al 22 maggio), una mostra che espone dipinti e sculture che riportano alla luce la vita culturale e la vivacità artistica delle gallerie milanesi nel ventennio successivo alla Grande Guerra.




Alle Gallerie d’Italia si dà il via ai Percorsi manzoniani, un’iniziativa che intende promuovere il patrimonio letterario, artistico e culturale che si snoda nel crocevia tra piazza Scala e via Morone. Si tratta di visite guidate che permettono un vero e proprio tuffo nella storia grazie a un percorso che si dipana tra le opere esposte alle Gallerie, la lettura di scritti manzoniani e che si conclude alla Casa del Manzoni(riaperta recentemente in seguito all’intervento di ripristino sostenuto da Intesa Sanpaolo).

le sale del Museo Poldi Pezzoli dove invece, da maggio, sarà ospitata una personale di Giulio Paolini con due opere a carattere installativo e una serie di opere su carta appositamente ideate.







E’ l’anno del Giappone a Palazzo Reale che in occasione dei 150 anni dal primo Trattato d’amicizia e di commercio fra l’Italia e l’Impero del Sol levante, propone circa 200 silografie e libri illustrati provenienti dall’Honolulu Museum of Arts nella mostra Hokusai Hiroshige Utamaro. Luoghi e volti del Giappone che ha conquistato l’Occidente dal settembre 2016 a gennaio 2017.






 


Un grande evento senza precedenti  
Torino,  Pompei e Napoli
all'insegna dell'EGITTO







 
 

IL MISTERO SVELATO
di Margherita Medici  
di Marignano
Una storia che si intreccia fra le nobili famiglie Lombarde fra arte, Santi , Papi, Re  e Regine

Margherita nacque dal matrimonio  di Bernardo Medici e da Cecilia Serbelloni, che ebbero molti figlio  tra cui Giovanni Angelo, il futuro papa Pio IV, e Margherita, sposata al conte Gilberto Borromeo e madre di San Carlo Borromeo qui sotto ritratta con i suoi tre figli, fra cui appunto il futuro Santo.



Margherita Medici di Marignano
con i figli Federico II, Vitaliano V e Carlo  

Oggi dopo,  un accurato restauro voluto dai discendenti di Margherita che abitano nel Palazzo  Borromeo  nell’Isola Bella del lago Maggiore Si è scoperto e avvalorando la tesi sostenuta da di molti  storici dell'arte sostenuta che qualcosa non tornava. Il ritratto, in quanto nel dipinto vi erano  stili e pennellate differenti e di mano tardiva che facevano pensare ad una doppia paternità dell’opera che si notavano  attorno alla figura del più giovane dei figli, raffigurato sulla destra in secondo piano con pennellate dal tratto più morbido e fluido.
L'opera fu dipinta del pittore manierista lombardo Panfilo Nuvolone e questo segreto, oggi svelato  dopo appunto il restauro, i dubbi sono stati  finalmente fugati. Il  dipinto è stato sottoposto,  con modernissime tecniche all’avanguardia,  ad una serie di riflettografie che hanno permesso di accertare che il San Carlo fanciullo non era previsto nella stesura originale. Dove oggi si ammira la piccola figura, i ricercatori guidati d Carlotta Beccaria hanno eseguito gli esami ha rintracciato una prosecuzione del tendaggio che inquadra i personaggi, prova del fatto che San Carlo venne aggiunto in seguito. L’ipotesi più probabile è che per completare il ritratto della nobile famiglia, i Borromeo si siano rivolti a Carlo Francesco Nuvolone, figlio dell'autore dell'originale.
L’opera ora restaurata sarà visibile dal 18 marzo prossimo nel Palazzo Borromeo di Isola Bella.




 



SCUDERIE DEL QUIRINALE

2016




La mostra presenterà al pubblico delle Scuderie del Quirinale la straordinaria stagione dell'arte parmense della prima metà del cinquecento, mostrando come la grande arte del Rinascimento italiano non si limitò esclusivamente al perimetro dei tre principali centri di Firenze, Venezia e Roma.

Questo periodo d'oro si deve in sostanza ai suoi protagonisti indiscussi, Correggio (1489-1534) e Parmigianino (1503-1540).  Del primo - che si recò a Parma all'apice della carriera e vi rimase per il resto della sua vita -  saranno presentati non solo una selezione di capolavori che mostrano la carica emotiva e la gamma di sentimenti espressi dal Correggio pittore di immagini religiose, ma anche le sue opere di soggetto mitologico, che ebbero un'enorme influenza sugli artisti successivi.

 


LE PERLE DI FIRENZE




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PISTOIA
Capitale Italiana della Cultura 2017


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MANTOVA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA
2016





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Il conferimento del titolo "Capitale Italiana della Cultura", in linea con l'Azione UE "Capitale Europea della Cultura 2007-2019", si propone i seguenti obiettivi:


   . stimolare una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica;
   . sollecitare le città e i territori a considerare lo sviluppo culturale quale paradigma del proprio progresso economico e di una maggiore coesione sociale;
   . valorizzare i beni culturali e paesaggistici;
   . migliorare i servizi rivolti ai turisti;
   . sviluppare le Industrie culturali e creative;
   . favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana.


Il titolo di "Capitale Italiana della Cultura" è conferito per la durata di un anno.




LA REGGIA DI CASERTA
La Versailles italiana



La reggia di Caserta è un palazzo reale, con annesso un parco, ubicato a Caserta. È la residenza reale più grande al mondo[1] e i proprietari storici sono stati i Borbone di Napoli, oltre ad un breve periodo abitata dai Murat.
Nel 1997 è stata dichiarata dall'UNESCO, insieme all'acquedotto di Vanvitelli e al complesso di San Leucio, patrimonio dell'umanità[2].
Nel 2015 è stato, con un totale di 497.158 visitatori, il quattordicesimo sito museale statale italiano più visitato, per un introito lordo di 2.739.600,67 euro.



La Storia


Il Palazzo reale di Caserta fu voluto dal Re di Napoli Carlo di Borbone, il quale, colpito dalla bellezza del paesaggio casertano e desideroso di dare una degna sede di rappresentanza al governo della capitale Napoli e al suo reame, volle che venisse costruita una reggia tale da poter reggere il confronto con quella di Versailles. Si diede inizialmente per scontato che sarebbe stata costruita a Napoli, ma Carlo di Borbone, cosciente della considerevole vulnerabilità della capitale a eventuali attacchi (specie da mare), pensò di costruirla verso l'entroterra, nell'area casertana: un luogo più sicuro e tuttavia non troppo distante da Napoli.
Dopo il rifiuto di Nicola Salvi, afflitto da gravi problemi di salute, il sovrano si rivolse all'architetto Luigi Vanvitelli, a quel tempo impegnato nei lavori di restauro della basilica di Loreto per conto dello Stato Pontificio. Carlo di Borbone ottenne dal Papa di poter incaricare l'artista e nel frattempo acquistò l'area necessaria, dove sorgeva il palazzo cinquecentesco degli Acquaviva, dal loro erede duca Michelangelo Caetani, pagandola 489.343 ducati, una somma che seppur enorme fu certamente oggetto di un forte sconto: Gaetani, infatti, aveva già subìto la confisca di una parte del patrimonio per i suoi trascorsi antiborbonici.

Luigi Vanvitelli, l'architetto della reggia


Il re chiese che il progetto comprendesse, oltre al palazzo, il parco e la sistemazione dell'area urbana circostante, con l'approvvigionamento da un nuovo acquedotto (Acquedotto Carolino) che attraversasse l'annesso complesso di San Leucio. La nuova reggia doveva essere simbolo del nuovo stato borbonico e manifestare potenza e grandiosità, ma anche essere efficiente e razionale.
Il progetto si inseriva nel più ampio piano politico di re Carlo di Borbone, che probabilmente voleva anche spostare alcune strutture amministrative dello Stato nella nuova Reggia, collegandola alla capitale Napoli con un vialone monumentale di oltre 20 km. Questo piano fu però realizzato solo in parte; anche lo stesso palazzo reale non fu completato della cupola e delle torri angolari previste inizialmente.
Vanvitelli giunse a Caserta nel 1751 e iniziò subito la progettazione del palazzo commissionatogli, con l'obbligo di farne uno dei più belli d'Europa. Il 22 novembre di quell'anno l'architetto sottopose al re di Napoli il progetto definitivo per l'approvazione. Due mesi dopo, il 20 gennaio 1752, genetliaco del re, nel corso di una solenne cerimonia alla presenza della famiglia reale con squadroni di cavalleggeri e di dragoni che segnavano il perimetro dell'edificio, fu posta la prima pietra. Tale momento viene ricordato dall'affresco di Gennaro Maldarelli che campeggia nella volta della Sala del Trono.
L'opera faraonica che il re di Napoli gli aveva richiesto spinse Vanvitelli a circondarsi di validi collaboratori: Marcello Fronton lo affiancò nei lavori del palazzo, Francesco Collecini in quelli del parco e dell'acquedotto, mentre Martin Biancour, di Parigi, venne nominato capo-giardiniere. L'anno dopo, quando i lavori della reggia erano già a buon punto, venne iniziata la costruzione del parco. I lavori durarono complessivamente diversi anni e alcuni dettagli rimasero incompiuti. Nel 1759, infatti, Carlo di Borbone di Napoli era salito al trono di Spagna (con il nome di Carlo III) e aveva lasciato Napoli per Madrid.
I sovrani che gli succedettero, Gioacchino Murat, che all'abbellimento della reggia diede un certo contributo, Ferdinando IV (divenuto poi dopo il congresso di Vienna Ferdinando I delle Due Sicilie), Francesco I, Ferdinando II e Francesco II, col quale ebbe termine in Italia la dinastia dei Borbone, non condivisero lo stesso entusiasmo di Carlo di Borbone per la realizzazione della Reggia. Inoltre, mentre ancora nel XVIII secolo non era difficile reperire manodopera economica grazie ai cosiddetti barbareschi catturati dalle navi napoletane nelle operazioni di repressione della pirateria praticata dalle popolazioni rivierasche del Nordafrica, tale fonte di manodopera si azzerò nel secolo successivo con il controllo francese dell'Algeria.
Infine, il 1º marzo 1773 morì Vanvitelli al quale successe il figlio Carlo: questi, anch'egli valido architetto, era però meno estroso e caparbio del padre, al punto che trovò notevoli difficoltà a compiere l'opera secondo il progetto paterno.

 

L'INAIL salva l'EUR


I lavori saranno completati entro maggio del 2016 ma perchè la struttura entri in funzione bisognerà attendere il 2017.  
Infatti la  chiusura del cantiere dipendeva dalla mancanza di fondi (come succede nella maggior parte delle opere in corso !!!) . Ma è arrivato il Salvatore ....  l’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) che versando ad EUR Spa la cifra di 297,5 milioni di euro ha acquistato i quattro edifici storici dell’Archivio di Stato, del Palazzo della Polizia Scientifica, del Palazzo della Scienza e del Palazzo delle Arti e Tradizioni popolari. Il gruppo di immobili che raggiunge una superficie complessiva di oltre 93mila metri quadri, è in gran parte locata al Ministero dell'Interno, a pubbliche amministrazioni e al Mibact e ospita tra l'altro importanti musei.
Il ministro Dario Franceschini  ha approvato la manovra dichiarando: "Grazie a questa operazione che mantiene la proprietà nel perimetro pubblico, l'Archivio centrale dello Stato, il  
lt Museo Pigorini, il Museo dell'Alto Medioevo e il Museo delle Arti popolari continueranno a vivere in edifici di grande valore storico e architettonico. Un patrimonio della nazione che ora deve essere valorizzato al meglio per fare all'Eur un grande polo museale".
L'acquisizione da parte di Inail che come detto persegue l'obiettivo di conservare i quattro edifici in mano pubblica, proseguirà con importanti interventi di riqualificazione che si concentreranno soprattutto sul Palazzo dell'Archivio centrale di Stato.


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A POMPEI APERTE NUOVE DOMUS



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170 milioni di dollari
Il nudo di donna più pagato nella storia dell'arte



"Nu Couché", capolavoro dipinto tra il 1917 3 il 1918
dal pittore  
Amedeo Modigliani
è stato battuto alle aste di Christie's alla cifra record di 170,4 milioni di dollari
(circa 158 milioni di euro).


 

Viaggio per il grande schermo nel cuore del Rinascimento
Firenze e gli Uffizi 3D/4K

È il  più celebre mecenate del Rinascimento italiano  a guidarci in un viaggio fantstico  tra i luoghi e le opere di “Firenze e gli lt Uffizi 3D/4K”, Lo presenta e lo produce  Sky 3D con la collaborazione con Sky Arte HD, Nexo Digital e Magnitudo Film che, con la  tecnologia 3D e definizione in 4K, con addirittura  immagini inedite dei capolavori rinascimentali e catturare la perfezione di ogni loro dettaglio.



Dal Tirreno - Toscana - 29/10/2015
Firenze e gli Uffizi in 3D il Rinascimento diventa film
Un emozionante documentario (nelle sale cinematografiche dal 3 al 5 novembre) mostra i tesori della città e del suo museo utilizzando le più sofisticate tecnologie



 
 




 

GRANDE EVENTO A FIRENZE



Riapre dopo il restauro e l'ampliamento il Grande Museo


Per la prima volta dopo 500 anni
una grande statua viene collocata ai piedi di Palazzo Vecchio
nel cosiddetto Arengario


L'ultima fu quella di Ercole e Caco di Baccio Bandinelli. Quella collcata oggi è "Pluto and Proserpina dell’artista statunitense Jeff Koons" . L’opera segna un momento di svolta nell’approccio della città di Firenze all’arte contemporanea, tanto da far dire – in occasione dell’inaugurazione – al sindaco Dario Nardella che provocando sul piano della proposta artistica “Firenze torna a fare Firenze”.
Il confronto tra le opere dell’artista americano e i capolavori di Donatello, Michelangelo, Benvenuto Cellini e Giambologna crea un “dialogo” straniante che prosegue anche all’interno del palazzo, dove nella Sala dei Gigli la mostra continua con un’altra scultura spiazzante.
Si tratta di Gazing Ball (Barberini Faun), del 2013. L’opera fa parte di una serie di sculture realizzate tramite dei calchi in gesso di celebri statue del periodo greco-romano, cui l’artista ha aggiunto una sfera dalla superficie a specchio in posizione precaria. Il gesto devia lo sguardo dello spettatore dalla contemplazione dell’opera classica, per spingerlo a sprofondare nella totalità dello spazio circostante, in cui – riflessi nella sfera - si riconoscono anche gli osservatori.
Il modello è in questo caso il Fauno Barberini, una scultura di età imperiale rinvenuta a Roma nei fossati di Castel Sant’Angelo nel 1624, e conservata presso la Gliptoteca di Monaco. Riguardo a quest’opera Jeff Koons dice che l’idea era quella di “affermare la perentorietà e la generosità della superficie specchiante e la gioia che scatenano sfere come queste". E aggiunge che "la serie Gazing Ball si basa sulla trascendenza.”







Notizia da  http://www.intoscana.it/

RIAPRE AL PUBBLICO
 la Palestra Grande
a Pompei








Le Muse, i Dioscuri, gli Dei come non li avete mai visti: li raccontano gli affreschi di Moregine (o Murecine) che adornavano un albergo di gran lusso nell’antica Pompei e che sono stati svelati per la prima volta negli scavi lunedì 3 agosto, nella riaperta Palestra Grande. Il ciclo, ritenuto straordinario, fu individuato nel 1969 e riportato alla luce alla fine degli anni Novanta, durante i lavori di ampliamento dell’autostrada Napoli-Salerno

 

NUOVO ALLESTIMENTO ILLUMINOTECNICO
alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano




Un sofisticato impianto di illuminazione farà risplendere le opere dell’omonima Pinacoteca. A cura dell’architetto e lighting designer Alessandro Colombini, il nuovo sistema si avvale di 105 luci led sviluppate per l’occasione da Lumen center Italia col sostegno di banca Centropadana e dell’azienda E.on.

 
 

POMPEI
LA BASILICA DEGLI SCAVI
Nuovamente visibile





Dal  30 luglio 2015, la Basilica degli Scavi di lt Pompei, sottoposta ad interventi di messa in sicurezza previsti dal Grande Progetto Pompei, finalmente sarà nuovamente vositabile

La Basilica era un edificio pubblico, costruito nel periodo compreso tra il 130 ed il 120 a.C. e faceva parte del complesso monumentale del Foro. Esso risulta molto simile nella struttura ad un tempio greco. Fu sepolto dalle ceneri durante l’eruzione del 79 d.C. e scoperto ed esplorato grazie alle indagini della dinastia borbonica nel 1813.
Il sontuoso edificio, destinato all’amministrazione della giustizia e alle contrattazioni economiche, presenta pianta rettangolare, a 3 navate, con copertura a doppio spiovente retta dalle colonne centrali e dalle semicolonne della parte superiore delle pareti, dove restano decorazioni in “primo stile”. Sul fondo è il Tribunale, raggiungibile con scale di legno, dove sedevano i magistrati
Gli interventi hanno interessato in particolare gli intonaci e le colonne in laterizio della Basilica, dove erano evidenti lacune e perdita di materiale. Si è, dunque, proceduto ad azioni di integrazione muraria e stilatura dei giunti delle colonne, stuccatura delle crepe e riadesione di intonaco. L’obbiettivo degli interventi è stato soprattutto quello di procedere alla ricomposizione delle parti consunte, utilizzando materiale a ridottissimo impatto, come nel caso dei gradini di accesso all’edificio, ricomposti con malta a base di calce.Il meraviglioso edificio restituito al pubblico sarà possibilevisitarlo  esclusivamente dall’accesso laterale dell’edificio, posto su Via Marina

 

FLORENCE DANCE FESTIVAL 2015


Dal 9 al 30 luglio la manifestazione che racchiude mostre,
musica e danza e che celebra il 150° anniversario di Firenze Capitale

La ventiseiesima edizione del Florence Dance Festival, dal 9 al 30 luglio, sarà dedicata a Firenze capitale. Questa una delle caratteristiche dell'edizione 2015 della manifestazione che unisce musica, danza e mostre. La serata inaugurale del Festival si aprirà con l’inaugurazione della mostra personale dell’artista internazionale Adi Da Samraj al Museo Nazionale del Bargello, che per la prima volta ospita l’esposizione di un’artista contemporaneo all’interno del Museo.
In collaborazione con la direzione del Museo del Bargello e la Ex-Soprintendenza Speciale P.S.A.E. e per il polo Museale della città di Firenze, in occasione del doppio appuntamento storico da celebrare - cioè il 750° anniversario dalla Nascita di Dante Alighieri e i 150 anni di Firenze Capitale - il Florence Dance Festival presenta la mostra “The Ascent of Orpheus- Between and beyond representation and abstraction" come compimento della produzione in prima assoluta Divina.com. Dante/Adi Da Samraj/Florence il lavoro multimediale che trae spunto dalla Divina Commedia.
Un viaggio che si sviluppa a partire dai meandri più oscuri della natura umana per arrivare alle sue virtù illuminate, così come Dante affrontò il suo 'viaggio' tra Inferno e Paradiso, mentre la Transformational Art di Adi Da Samraj crea un parallelo con questa impresa invitando il viaggiatore a trascendere la realtà e a scoprire la verità, la bellezza e la libertà.
Sebbene abbia la sua fonte originaria in Dante Alighieri, l’evento multimediale si sviluppa ulteriormente attraverso l’arte di Adi Da Samraj, abbracciando danza, musica, luci, e scenografia virtuale. Tra gli altri appuntamenti, uno spettacolo di danza contemporanea sarà presentato in prima nazionale dalla formazione newyorkese Peridance Contemporary Dance Company, in collaborazione con il Consolato Americano a Firenze, dal titolo Thundering Silence, con le coreografie del maestro Igal Perry.

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Mostra personale dell’artista internazionale Adi Da Samraj al Museo Nazionale del Bargello








VISITA VIRTUALE
Al Castello del Valentino



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Il Castello del Valentino, residenza sabauda patrimonio dell'Unesco, ma anche sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, aprirà le sue porte al pubblico con visite guidate. Il tour sarà possibile due sabati al mese su prenotazione, a partire dal 20 giugno. Il castello, palazzo sabaudo del XVI secolo, e' sede del Politecnico di Torino dal 1859. Aprirne le porte ai cittadini e' stata la prima azione della Commissione per la valorizzazione dei beni archivistici e museali, coordinata dal prorettore Laura Montanaro, che ha avviato un vasto programma di ricognizione e valorizzazione del patrimonio. Oggi e' disponibile un sito web in italiano e inglese che offre al visitatore una descrizione delle vicende storiche del Castello, con la possibilità di una visita virtuale. "La condivisione della conoscenza - afferma il rettore Marco Gilli - e' per il Politecnico un obiettivo strategico. Il Castello del Valentino e' il fulcro intorno al quale faremo nascere la Cittadella dell'Architettura grazie al progetto di espansione sull'Asse del Po. Il sito offrirà anche informazioni sulle attività didattiche e di ricerca, per invogliare studenti e studiosi a scegliere Torino per studiare l'architettura".
La formula sarà quella delle lezioni itineranti, tenute da ricercatori della facoltà, ma di taglio divulgativo.



SKAL ROMA  PER  I 750 ANNI DI DANTE ALIGHIERI
MOSTRA  LA DIVINA COMMEDIA
DIPINTA  DA PIPPO MADÈ
FIRENZE  - MUSEO DELL'OPERA DI SANTA CROCE A FIRENZE
23 Maggio 28 Giugno  2015



In occasione delle celebrazioni dei 750 anni dalla nascita di Dante da sabato 23 Maggio 2015, presso il museo dell'Opera di Santa Croce a Firenze,  è aperta la mostra  delle opere dipinte da Pippo Madè che illustrano la Divina Commedia.  

L'esposizione, organizzata dall'Associazione Culturale "Festina lente" e dall'Associazione  Internazionale Culturale Madè, con la sua tappa fiorentina, segue quella ospitata a Ravenna,nello scorso aprile presso la Basilica di San Francesco e proseguirà il suo cammino presso la la Minoritenkirche di Vienna. La mostra rimarrà aperta fino al 28 giugno 2015.
 
Il contatto tra lo Skal di Roma e l'artista Madè è nato grazie all'interessamento del Vice Presidente Ruggero Ruggeri, che è anche Vice Presidente Vicario dell'Associazione Culturale Internazionale Madè con sede a Palermo, e risale alla conviviale del 29 maggio 2014 che ebbe luogo  presso il prestigioso Circolo Ufficiali delle Forze Armate d'Italia a Roma dove lo Skal di Roma ebbe l'onore di ospitare il Maestro Madè.


ROMA
La nuova illuminazione dei
FORI IMPERIALI


 
 
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