Quali sono le modalità dettate
dalla legge italiana riguardo alla ristrutturazione di
edifici storici o alla progettazione di nuovi edifici
in aree di interesse archeologico, quali sono gli strumenti
di riferimento in uso ai tecnici e quali figure professionali
devono essere interpellate.
Risposta
Come è notorio e come stabilito dalla nuova legge sulla
paesaggistica e beni culturali, denominata "Codice dei
beni culturali e del paesaggio", di cui si allega una
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, la maggior parte delle competenze in materia è demandata
alle Regioni che hanno il compito di regolamentare l'assetto
del territorio e emanare specifiche leggi sull'urbanistica.
Quindi poi la parola passa ai Comuni, che sono poi in sintesi,
gli organi preposti a far osservare quanto in materia contenuto
nelle deleghe di competenza e quindi gli stessi debbono inserire
nei propri Piani Regolatori e Regolamenti Edilizi le norme
relative alla tutela e salvaguardia del territorio. I Comuni
debbono inoltre, classificare edifici e zone e quindi elaborare
piani di intervento sia sugli edifici che sulle aree, con
strumenti urbanistici denominati P.R.G. accompagnati dalle
N.T.A. , cioè Norme Tecniche di Attuazione di supporto
ai P.R.G.. Oggi nei comuni con una maggiore densità
abitativa e facenti parte di vaste aree metropolitane i P.R.G.
sono sostituiti da Piani Strutturali che contengono più
dettagliate e specifiche norme per una più razionale
edificazione. Mi spiego meglio: nei Centri Storici delle nostre
città sono concentrati la maggior parte degli Edifici
di particolare interesse storico che possono essere vincolati
(con vincolo iscritto e notificato ai sensi della Legge 29
giugno n.1939 n.1497). Per questi edifici è necessario
il Nulla Osta della Soprintendenza per qualsiasi tipo di intervento,
sia interno che esterno, ed in questi edifici generalmente
è ammesso il solo il Restauro Conservativo anche per
una manutenzione ordinaria (esempio coloritura della facciata
ecc. ) . Oltre al Nulla Osta vitato si deve, nella maggior
parte dei casi, sottostare anche al Piano del Colore previsto
per questa tipologia di edifici . Oltre a quelli strettamente
vincolati ci sono edifici che per notevoli caratteri tipologici
della facciata debbono essere salvaguardati, per essi non
c'è bisogno del Nulla Osta della Soprintendenza ma
devono sottostare a particolari regole indicate nelle N.T.A.
e nei Regolamenti Edilizi. Per meglio comprendere quanto illustrato
si consiglia di sbizzarrirsi avvalendosi della presenza di
molti P.R.G. On line (esempio il P.R.G. del Comune di Firenze
)
facendo una ricerca mirata su una via, così che si
potranno scoprire le varie classi di edifici con le relative
N.T.A.) . Per gli interventi su questi edifici in genere la
figura professionale è un Architetto che deve supportare
la DIA (Dichiarazione di Inizio Attività Edilizia)
con una Relazione Storico Critica ecc.
Per
quanto riguarda gli interventi di nuova edificazione in aree
protette valgono le stesse considerazioni sopra citate e cioè,
in questo caso il Permesso di Costruire deve essere richiesto
al Comune in cui l'area è ubicata e se la medesima
è inserita in zona protetta sia dal punto di vista
paesaggistico che archeologico, si deve provvedere ad ottemperare
a quanto specificatamente richiesto dalla nuova normativa
accompagnando il progetto da Relazione paesaggistica del Tipo
Completo o Semplificato a seconda dell'importanza della zona
da salvaguardare. Per quanto riguarda il vincolo archeologico,
dovendo sicuramente eseguire gli scavi per le fondazioni o
per la creazione di piani interrati, è richiesta nel
sito, l'apertura di un cantiere per le indagini archeologiche
che dovrà essere gestito, previo richiesta ed accordi,
fra Comune e la locale Soprintendenza, con spese a cura del
proprietario dell'area su cui si intende edificare. Ad esempio
nella piana del Comune di Sesto Fiorentino vi è questo
vincolo e in alcune zone di futura edificazione sono già
stati aperti cantieri per indagini archeologiche. In un recente
passato le indagini hanno portato alla scoperta di resti di
una villa romana che oggi sono visibili in una zona ubicata
all'interno del parcheggio coperto dell'Ipermercato Coop.

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l'Informatore Coop - Settembre 2007