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Anno X- Numero 626

 

 

 

 

AVATAR

 

L'EVENTO CINEMATOGRAFICO DELL'ANNO

 

Anche gli alieni fanno l'amore

Come ?

Nel nostro paese poi, dopo la revisione effettuata dalla Fox, si è deciso di distribuire il pellicola senza applicare alcuna censura alla presunta scena hard che ha scandalizzato gli americani.

 

 

 


Da www.badtaste.it

 

Sesso tra alieni nel dvd di Avatar
Come si riproducono gli alieni di Avatar?

Il regista James Cameron spiega che una scena d'amore è stata tagliata dal film, ma sarà presente nell'edizione home video...

 


Come si accoppiano gli alieni di Avatar? Con la coda.

Non è una battuta, anzi. James Cameron ha ammesso che nonostante nel film non venga mai spiegato come si riproducono i Na'Vi, nel DVD vedremo una scena di sesso tagliata dalla versione cinematografica nel film.

Al cinema, vediamo Jake Sully (Sam Worthington) "appartarsi" con Neytiri (Zoe Saldana) sotto l'albero, e nulla più. Ma in una intervista a Reelz Channel, la star Zoe Saldana ha spiegato che gli alieni si riproducono utilizzando la "connessione" permessa dalla loro coda:

Se puoi collegarti con una banshee o con un albero, perché non collegarsi con una persona? Penso che si avrebbe un'estasi più forte, immagino. E' stata una scena molto divertente da girare, perché c'erano molti aspetti tecnici che a volte bisogna tenere bene a mente, ma prestare attenzione a tutti questi aspetti potrebbe bloccare la naturalezza che la scena dovrebbe avere.

E siccome Jim stava girando con un rating PG-13 in mente, non potevamo muoverci verso certe direzioni. I movimenti dovevano assecondare questo visto censura, quindi è stato molto divertente. Abbiamo ridacchiato molto.

Cameron ha aggiunto che fino all'ultimo la scena doveva essere nel film:

Era nel montato finale, ma l'abbiamo tagliata. Quindi sarà una scena speciale nell'edizione DVD del film, se vorrete vedere come fanno sesso la troverete lì.

Nel cast di Avatar, oltre al protagonista Sam Worthington, anche Giovanni Ribisi, Zoe Saldana, Sigouney Weaver, Michelle Rodriguez, Joel David Moore, CCH Pounder, Peter Mensah, Laz Alonso, Wes Studi e Stephen Lang.




Leggi il commento su messaggero.it

 


da il salvagente.it

Avatar? Risparmiate i soldi del biglietto (se non per gli effetti speciali)



Sono passati dodici anni da quando il Titanic di James Cameron è affondato, portandosi via l’amore di Jack e Rose, ma regalando al regista undici Oscar e il maggiore incasso mai realizzato da un film.
Oggi tutti i record messi a segno dallo sfortunato transatlantico potrebbero essere superati da un’altra creazione di Cameron: l’attesissimo Avatar.

Prima che un film, è un evento

Ancor prima di essere un film, Avatar è un evento. Una parola che sentiremo spesso nei prossimi giorni, non solo perché il kolossal del regista canadese arriverà nelle sale italiane il 15 gennaio (l’Italia è l’ultimo paese in cui il film è stato distribuito), ma perché ha tutta l’aria di diventare un fenomeno di massa che trascinerà al cinema anche chi non ci va mai.


Superato il miliardo di dollari

Ed infatti dal giorno in cui è stato distribuito, il 16 dicembre 2009, Avatar ha messo in cascina grandissimi numeri: in soli 17 giorni, ha superato un miliardo di dollari di incassi, battendo in velocità tutti e quattro i film che hanno raggiunto lo stesso tetto (compreso Titanic), avviandosi così verso il maggior incasso di sempre.


Il futuro del cinema in 3D

Al di là dei record, a cui fortunatamente non tutti gli amanti del cinema pongono attenzione, Avatar rilancia anche la sfida del 3d : “il futuro del cinema è nella terza dimensione”, ha dichiarato senza mezzi termini Cameron, laureato in fisica, ex tecnico degli effetti speciali e adesso, oltre che regista e sceneggiatore pluri-oscarizzato, anche direttore della Digital Domain, la società di effetti speciali che cura i suoi film.


Effetti speciali straordinari

E gli effetti - veramente straordinari - in Avatar non mancano, tanto da far dichiarare a Steven Spielberg, grande amico di Cameron, che questo film segnerà una tappa importante nella storia del cinema. Dichiarazione che ha di sicuro incrementato la pubblicità di Avatar (come se non bastassero i 237 milioni di dollari per la produzione più altri 150 per marketing e promozione).


La trama di Avatar: siamo nel 2154

2154. Una compagnia interplanetaria terrestre, la RDA, si dirige su un pianeta chiamato Pandora, molto simile alla terra per dimensioni e forme di vita, perché fortemente interessato alle sue ricchezze minerarie.
Pandora è ricoperto da foreste pluviali, con alberi alti più di trecento metri, fiori dalle corolle grandi come ufo, bestie fameliche parenti lontani dei lepidotteri preistorici, feroci pantere dal manto nero veloci come fulmini, uccelli dall’apertura alare maggiore di quella di un boeing di nuova generazione.
E poi ci sono i suoi abitanti, umanoidi chiamati Na’Vi, alti più di tre metri e ricoperti da una pelle blu–celeste, ignari che il loro pianeta sta per essere invaso dai cattivissimi umani.
Su Pandora, però, l’aria è irrespirabile (per chi viene dal pianeta Terra), perciò gli umani, grazie al genio di una scienziata (Sigourney Weaver), sviluppano geneticamente un ibrido tra umano e Na,Vi, cioè l’avatar.


Alla ricerca della pace su Pandoro

Alcuni componenti della spedizione, fra cui il paraplegico Jake (Sam Worthington), accettano di collegare il proprio sistema nervoso al proprio avatar, diventando così dei Na’Vi a tutti gli effetti e visitando Pandora alla ricerca di una pacifica mediazione con i suoi abitanti.
Due mondi si confrontano nel film di Cameron, che, come nella migliore tradizione dei grandi film di fantascienza, diventa il pretesto per una riflessione sulla condizione umana.


Brutti, spietati e senza emozioni

Stiamo diventando brutti, spietati e senza emozioni, non abbiamo rispetto della natura ed il nostro cuore non batte più forte.
I Na’Vi - che sembrano fisicamente (e anche da un punto di vista cinematografico) un incrocio tra Shrek e Pocaontas - piangono quando vedono bruciare le loro foreste e non esitano a difenderla con il solo ausilio delle frecce di legno sfidando carri armati, robot telecomandati ed elicotteri ultramoderni.


Una sorta di autocoscienza Usa

In Avatar ci sono tutti i temi scottanti della realtà di oggi e di ieri, di una nazione, l’America, che predica democrazia e dissemina disastri. La storia di ripete anche sul bellissimo Pandora, che come il Vietnam, la Corea, l’Iraq e l’Afganistan, da territorio apparentemente facile da conquistare si rivela una trappola mortale.
Non manca l’amore, la tenerezza di un incontro che darà agli spettatori l’eroe e l’eroina di cui hanno bisogno per un po’ di meritata catarsi (il film dura quasi tre ore).


Una storia debole, che abbiamo già visto

E alla fine si esce stanchi: perché, se si escludono gli ammirabili sforzi tecnici e l’avanguardia degli straordinari effetti speciali, Avatar è una storia che abbiamo già visto e sentito, debole rispetto alle sue ambizioni e che difficilmente viene voglia di rivedere. Personaggi non dissimili da un qualunque serial, privi di pietas, ricalchi venuti male di milioni e milioni di metri di precedenti pellicole.
Buoni e cattivi, bene e male, eros e thanatos sono distribuiti così prevedibilmente nel tessuto drammaturgico che, con lo scorrere dei minuti, implodono nella banalità.


Tanti premi in vista, ma…

“Sono il re del mondo”, ha dichiarato Cameron (citando il suo personaggio Jack Dawson) quando ritirò l’Oscar come miglior film per Titanic. Ed è probabile che ne ritirerà degli altri anche quest’anno.
Ma questo non getterà nell’ombra i tantissimi capolavori che il cinema ha realizzato spendendo meno di un quarto dei dollari spesi da Cameron per realizzare Avatar e, soprattutto, non confermerà


 

 

Margherita


 

 

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Aggiornamento al : 11-01-2010

 

 

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