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Anno X- Numero 628

 

ULTIMISSIME

Arrivano le prime proteste

Equo compenso o tassa ?

Su Repubblica.it - Tassa su pc e telefonini
per dare soldi alla Siae

Compensi SIAE anche su hard disk, memorie e cellulari

Arriva la tassa su telefonini e chiavette Contenta la Siae, contraria Confindustria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Diventeremo tutti smemorati per non pagare la tassa

Arriva la nuova tassa sulla memoria, per ora solo su quella virtuale, poi si vedrà.

 

UNA TASSA ANCHE SULL'ARIA CHE SI RESPIRA ?

Ci sta pensando la SIAE

 

Quando domine DIO creò il mondo forse il settimo giorno non si riposò, è stato scoperto che di nascosto creò la SIAE ed è da li che cominciarono i guai. E pensare che per anni la gente ha creduto che il tutto fosse nato dal fatto che Adamo ed Eva mangiarono la famosa mela ... Vi sbagliate i guai sono cominciati da che il nostro Padreterno ha creato la SIAE - Ma cos'è questa SIAE. Vi ricordate il famosi film di 007 che ogni tanto in varie edizioni ci ripropongono anche se con attori diversi : ecco la famosaa società segreta che è sempre come sfondo a tutti i casi che il famoso agente deve risolvere e combattere, non è niente in confronto alla SIAE. E' un organo segreto, ma non poi più di tanto, che ti segue, ti perseguita e per sopravvivere. (dato che nessuno mai ha controllato le spese di questo carrozzone) che dice di fare gli interessi del diritto di autore all'insegna del famoso proverbio : "panza mia fatti capanna" . Intendendo che la prima panza è la loro e la seconda ... poi si vedrà.

Allora ecco l'ultima trovata: tassiamo tutto PC - Cellulari - Hard disk - MP3 -

Ma allora tassiamo anche l'aria in quanto un autore ci sarà pure stato, si :

Domine DIO - Chissà quanti Euro incasserà !!!

 


 

Da www.pcself.com/primopiano

 

Con il decreto firmato dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi lo scorso 30 dicembre, viene ridefinito "l'equo compenso", ossia la somma che grava su qualunque dispositivo dotato di memoria, da versare ai detentori dei diritti di autore. Fino al 30 dicembre questa gabella interessava solo supporti fisici come cd e dvd, ora riguarda tutti i dispositivi che possiedono una memoria sui quali è potenzialmente possibile la registrazione di un file protetto da copyright. Rientrano nella categoria cellulari, computer, decoder, lettori mp3, chiavette USB, hard disk e così via. In buona sostanza, tanto per chiarire meglio il concetto, il fine di questa tassa (che entra direttamente nei forzieri della Siae incaricata di raccoglierli e di distribuirli agli aventi diritto) è quello di acquisire denaro dai consumatori per il probabile mancato acquisto di un’opera protetta dal diritto d’autore. Poco importa se sul supporto acquistato l'utente memorizzerà solo le foto di famiglia, la contabilità casalinga o la tesi di laurea.

Qualche esempio di come sono stati distribuiti i compensi:

* Supporti audio analogici: 0,23 euro per ogni ora di registrazione
* Supporti audio digitali (CD-R): 0,22 euro per ogni ora di registrazione
* Supporti digitali non dedicati (CD-R dati): 0,15 euro ogni 700MB
* Supporti audio digitali non dedicati riscrivibili (CD-RW): 0,15 euro ogni 700MB
* Supporti video analogici: 0,29 euro per ogni ora di registrazione
* Supporti video digitali dedicati (DVHS): 0,29 euro per ogni ora di registrazione
* Supporti digitali non dedicati (DVD di vario tipo): 0,41 euro ogni 4,7 GB
* Supporti digitali non dedicati riscrivibili (DVD dual layer, DVD-RW): 0,41 euro ogni 4,7 GB
* Supporti digitali Blu Ray: 0,41 euro ogni 25 GB (0,25 euro ogni 15 GB per gli HD-DVD)

I compensi appena descritti sono aumentati proporzionalmente per i supporti di durata superiore.

Per le chiavette USB da 256 Mb fino a 4 Gb il compenso è di 0,10 euro/Gigabyte, oltre 4 Gb è di 0,09 euro/Gigabyte. Un altro esempio riguarda gli Hard Disk integrati in apparecchi multimediali:

L'allegato tecnico al decreto, inoltre, prevede un sistema automatico di adeguamento degli importi su base annuale e per tre anni consecutivi.

L'elenco totale dei dispositivi, piuttosto articolato, è contenuto nel testo integrale del decreto disponibile a questo indirizzo.

"No, non è una tassa, - ha replicato la SIAE in una nota - perché si tratta di diritti d'autore. I diritti d'autore sono lo stipendio di chi crea un'opera (musica, film, romanzi, testi teatrali). Col digitale le opere artistiche conoscono nuove forme di diffusione, con rilevanti utili da parte delle industrie tecnologiche".

Di tono diverso le associazioni dei consumatori. Per Altroconsumo "è un'aberrazione, perché il consumatore paga anche fino a tre volte una tassa, per fruire di uno stesso contenuto, anche una sola volta. Ed è una misura contraria allo sviluppo della tecnologia e del mercato digitale.

Sconcerto e incredulità arrivano anche dal presidente di Confindustria Anie (imprese elettrotecniche ed elettroniche) Guidalberto Guidi. "Il nuovo decreto - si legge in una nota dell'associazione di categoria - stravolge il regime vigente introducendo sostanzialmente una tassa il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparecchi elettronici. L'industria high-tech è fortemente impegnata in uno sforzo innovativo per offrire ai consumatori apparecchi sempre più performanti a costi di acquisto decrescenti. Questo decreto, al contrario - spiega Guidi - introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell'apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sul prezzo dei prodotti. E', a quanto ci risulta, l'unico esempio al mondo di penalizzazione dell'innovazione!"


 


ARRIVANO LE PRIME PROTESTE

 

da il salvagente.it

 

''Equo compenso'', Bondi si giustifica per la tassa, ma non convince

Il nuovo balzello va nelle casse della Siae. Colpisce tutti i dispositivi con memoria.
Protestano sia i consumatori che i produttori contro il nuovo decreto del ministro Bondi che estende l'equo compenso - una tassa da pagare alla Siae - a tutti i prodotti hi-tech muniti di una memoria.
"Avvieremo una petizione online contro questa disposizione cui siamo assolutamente contrari" reagisce l'Mdc. "Così si penalizza l'innovazione" rincara la dose Guidalberto Guidi, il presidene del'Anie, la Confindustria delle imprese elettrotecniche ed elettroniche.
Il decreto firmato il 30 dicembre scorso dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, prevede infatti che d'ora in poi dovranno essere tassati tutti i dispositivi che hanno una memoria. Ossia cellulari, decoder, computer, lettori mp3 e consolle. E' il cosiddetto "equo compenso": una somma che i produttori di beni tecnologici, e quindi i consumatori, devono versare alla Siae, per compensarlòa del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per riprodurre un (legittima) copia personale di cd e film acquistati.


Mdc: "Il provvedimento va assolutamente rivisto"
"E' un provvedimento che va assolutamente rivisto" dice Francesco Luongo, responsabile nuove tecnologie e servizi a rete dell'associazione dei consumatori Mdc. "Lo consideriamo un ulteriore inasprimento della pressione fiscale, una genialata per far fare cassa alla Siae. Chiedono il cosiddetto fiorino di medievale memoria. Ma il governo deve capire che ci sono ben altre proprità in questo Paese" commenta Luongo.


L'Adoc: "Aumenti dei prezzi del 4%"
Ma c'è chi già stima quanto incidera la nuova tassa sulle tasche dei cittadini. Secondo le stime di Adoc l’incremento medio dei prezzi sarà del 4%, con il rischio di un crollo degli acquisti e di una crescita dell’illegalità. "La tassa sull’equo compenso rappresenta un grave danno per i consumatori, su cui si scaricheranno i maggiori costi sostenuti dai produttori - dice Carlo Pileri, il presidente dell’Adoc – abbiamo stimato che l’aumento medio dei prezzi dei prodotti tecnologici dotati di memoria sarà del 4%. Un lettore mp3 da 8 gigabyte di memoria costerà in media il 5,6% in più, passando da 122 euro a poco meno 130 euro. Una chiavetta usb da 4 gigabyte costerà il 3% in più, un hard disk esterno da 500 gigabyte vedrà lievitare i suoi costi in media di 5 euro, pari al 2,5% in più del costo medio attuale".


L'Anie: "Così si penalizza l'innovazione"
"Accolgo con sconcerto e incredulità il decreto ministeriale reso pubblico in data 14 gennaio dal ministero dei Beni culturali che rivede i compensi per la copia privata in Italia" dice Guidalberto Guidi. "Il nuovo decreto stravolge il regime vigente introducendo sostanzialmente una tassa il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparecchi elettronici. Mentre l'industria high-tech è fortemente impegnata in uno sforzo innovativo per offrire ai consumatori apparecchi sempre più performanti a costi di acquisto decrescenti, questo decreto, al contrario, introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell'apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sul prezzo dei prodotti. È, a quanto ci risulta, l'unico esempio al mondo di penalizzazione dell'innovazione!", aggiunge il presidente di Confindustria Anie.


La tassa viene estesa a tutti i prodotti con memoria
Finora questa gabella grava solo su cd, dvd e su masterizzatori. Dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale viene estesa a tutti i prodotti dotati di memoria. Non che negli altri paesi europei questa tassa non ci sia. Ma non per un numero così elevato di prodotti.


La Siae quadruplica gli incassi
Intanto gioiscono alla Siae per il dono ricevuto dal ministro Bondi. In un colpo solo, dal 2009 al 2010 i loro incassi per l'equo compenso passeranno da 70 a 300 milioni di euro. Un bella differenza, insomma.
Rideranno meno, invece, i consumatori, sui quali inevitabilmente i produttori scaricheranno la tassa. Un po' com'è già successo per cd e dvd.


La tassa varia per tipo di prodotto
Il compenso dovuto alla Siae varia per tipologia di prodotto: sull'acquisto di cellulari l'equo comenso peserà 90 centesimi. sugli hard disk, interni e esterni che siano, e le pendrive si pagherà una quota per ogni Gigabyte.

Altroconsumo: "Un provvedimento profondamente ingiusto"
Sulla questione ha già espresso tutte le sue perplessità l'associazione dei consumatori Altroconsumo: "Si tratta di un provvedimento profondamente ingiusto che andrà a colpire apparecchi elettronici d'uso comune come decoder, computer, console per videogame e telefoni cellulari, che solo alla lontana hanno a che fare con la musica e quant'altro sia tutelato dal diritto d'autore".

La lettera del ministro Bondi a Repubblica

Ieri il ministro Bondi ha inviato una lettera al quotidiano la Repubblica, giustificando la sua scelta con un necessario allineamento alla normativa europea e spiegando che "i compensi si collocano al livello più basso in Europa", ma il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha replicato, facendo notare al ministro che l'equo compenso in Europa "non arriva a questi livelli e non è esteso a tanti prodotti come in Italia: compresi quelli che non hanno alcun rapporto funzionale con la 'copia privata' o possono averlo solo marginalmente".




 

 



 

 

Margherita


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Aggiornamento al : 18-01-2010

 

 

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