Dentro la notizia ... Anno X- Numero 632
Chi dice donna, dice ... danno
L'aspetto più appariscente e più ricorrente nei proverbi sulla donna è la denigrazione: ciò vale per tutti i modi in cui i proverbi vengono presentati, dalla viva voce del popolo, alla letteratura, alle raccolte di proverbi.
Ma per Delbono il danno è venuto davvero !!!
E ... Cinzia Cracchi
La donna è mobile qual piuma al vento
muta d'accento e di pensier ...
Da unità.it
Giunta e gossip, Delbono e le spese di Cinzia
Tutto cominciò con una frase, sibillina e minacciosa, rivolta dal candidato Pdl Alfredo Cazzola a Flavio Delbono, Pd, alla vigilia del ballottaggio delle amministrative: «Le porto i saluti della signora Cinzia, che sulla sua moralità avrebbe molto da dire».
Sette mesi dopo, la città e soprattutto il Pd attendono con ansia agli atti finali del Cinzia-gate, che vede il sindaco Delbono indagato per peculato e abuso d’ufficio insieme all’ex compagna Cinzia Cracchi. Un caso rimbalzato a livello nazionale: Casini chiede «chiarezza», Bersani replica di avere letto una nota in cui Delbono rassicura i cittadini, «non ho commesso reati». A giorni poi il sindaco dovrebbe comparire davanti ai pm - che ha sollecitato perché ciò avvenga «il prima possibile» - per rispondere alle accuse della Cracchi, rilanciate pubblicamente appunto da Cazzola e sempre più brandite da un centrodestra bolognese finora diviso e privo di leadership. Accuse che hanno raggiunto il loro apice nelle ultime 48 ore, quando la donna ha parlato di incontri tra lei e il primo cittadino a inchiesta già aperta e anche alla vigilia del suo interrogatorio. Faccia a faccia in cui Delbono le avrebbe «offerto» aiuti, anche economici, in cambio - si suppone - del suo silenzio. E addirittura “favoriti” da una collaboratrice di Delbono, oggi entrata nella sua giunta.
Ancora prima Cracchi, offesa dal trasferimento a suo dire impostole da Delbono alla fine della loro relazione, aveva raccontato di viaggi all’estero a spese della Regione (quando lui era vicepresidente e lei la sua segretaria), dell’uso di auto blu e foresterie, del bancomat che Delbono le ha messo a disposizione per anni. Una carta che è un giallo, intestata com’è a un amico del sindaco, un prestanome che non spiega il perché del suo beau geste mentre il legale di Delbono assicura che il denaro sul conto in questione era comunque tutto del primo cittadino. Una pioggia di contestazioni a cui Delbono - economista già allievo di Prodi, cattolico, una lunga esperienza amministrativa alle spalle - fedele al proprio carattere schivo ha sempre opposto il silenzio. Convinto - e con lui il Pd - di non dover replicare a «illazioni» e «strumentalizzazioni», ma solo ai magistrati nelle sedi competenti. Una linea che però si è andata a infrangere contro gli eventi degli ultimi giorni, mentre nel Pd bolognese ci si chiede che fare in caso di rinvio a giudizio. E il tema entra di prepotenza nella discussione dell’esecutivo, spodestando quella sulle liste regionali. Piena «fiducia» al sindaco, in attesa che si sciolga il rebus: la convocazione di Delbono da parte dei magistrati potrebbe arrivare entro domani.
Margherita
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Aggiornamento al : 28-01-2010
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