PIANO CASA


 

Ecco le varie leggi regionali per l'attuazione del Piano Casa

(l'elenco è in corso di implimentazione)

Aggiornamento del : 7-03-2010

Regione Numero Legge Operatività Link
Abruzzo N.16 del 19/08/2009 DIA: 30 dicembre 2011 (24 mesi da scadenza modifiche comunali)
Basilicata N.25 del 07/08/2009 DIA: 24 mesi da entrata in vigore Legge
Campania N. 19 deò 28/12/2009 DIA entro il 31 giugno 2011
Emilia-Romagna N.6 del 6-07-2009 DIA: 31 dicembre 2010
Lazio N. 21 del 11 agosto 2009 DIA: 20 novembre 2011
Lombardia N. 13 DEL 16-07-2009 DIA: 15 aprile 2011
Marche N.22 8/10/2009 DIA: 31 maggio 2011
Piemonte N.20 DEL 14-07-2009 DIA: 31 dicembre 2011
Piemonte Chiarimenti - Circolare 4/PET  
Puglia N. 14 DEL 30-07-2009 DIA o in alternativa Permesso di costruire: 2 agosto 2011
Toscana N. 24 DEL 08-05-2009
DIA: 31 dicembre 2010
Umbria N. 13 DEL 26-06-2009 DIA: 9 gennaio 2011
Valle d'Aosta N. 24 DEL 04-08-2009 DIA: senza scadenza
Veneto N. 14 DEL 08-07-2009 DIA:10 luglio 2011
Bolzano Delibera giunta 1609/2009  
Bolzano Note esplicative  
Sardegna N. 4 del 23/10/2009 DIA: 30 giugno 2011
  Delibera 9/15 del 2 marzo 2010  
Liguria N. 49 del 3/11/2009 DIA: 4 novembre 2011
Friuli-Venezia Giulia N.19 del 11/11/2009 DIA: 5 anni dall’entrata in vigore della legge
Molise N. 30 del 11/12/2009 (in corso di pubblicazione) DIA: 13 febbraio 2012  
Sicilia A breve l'approvazione della legge  
Calabria Non ha legiferato    
       

 

Sono già stati approvati da parte di quasi tutte le regioni disegni di legge e proposte già deliberate dalle varie giunte che sono in attesa di essere ratificate dai vari Consigli regionali. Le varie norme diventeranno esecutive quando saranno pubblicate sui vari bollettini regionali.


DOSSIER ANCE DEL PIANO CASA

PROVINCIA PER PROVINCIA

 

 

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Tredici convegni per spiegare il Piano casa. Ecco la nuova, attualissima proposta di BigMat. Il grande gruppo di rivenditori di materiali edili indipendenti, infatti, organizzerà, a partire dai primi mesi del 2010, 13 convegni tecnici per spiegare e fare chiarezza sugli aspetti normativi e le conseguenze pratiche del Piano Casa, ma anche per mostrarne tutte le opportunità. Sì, perché nelle strategie del governo, il Piano casa doveva essere funzionale ad un rilancio per l’economia e per un settore, come quello dell’edilizia, che incide in modo consistente sul Pil italiano. I ritardi intercorsi nel recepimento, però, non hanno certo aiutato in un anno difficile come il 2009. Ora, però, siamo a 16 Regioni che hanno approvato proprie leggi in attuazione dell'accordo sottoscritto il 31 marzo scorso (vedi tabella). Sedici grandi realtà in cui, nella strategia del Governo, una parte del risparmio delle famiglie, grazie a “semplificazioni legislative”, dovrebbe essere impiegato per gli ampliamenti. Secondo i sondaggi del Cresme, se una percentuale tra il 5 al 10% di coloro che hanno abitazioni “ampliabili” approfittasse del Piano casa, ne scaturirebbe un valore di costruzione dai 40 ai 60 miliardi di euro. Ma l’Italia dei tanti campanili non facilita le cose per i privati desiderosi di comprendere come poter aprofittare di questo Piano, ed anche gli operatori del settore hanno un gran bel daffare per destraggiarsi tra le intricate normative, diverse per ogni regione. Sì, perché ogni Regione ha deliberato autonomamente le modalità di attuazione del Piano casa. Ed è qui che entra in campo BigMat, da sempre attento alle esigenze di mercato e dedito a creare cultura in ogni comparto del settore. Avvalendosi dell’esperienza convegnistica di Edicom Edizioni, BigMat nel 2010 inizierà un tour che toccherà importanti città d’Italia, dove metterà a disposizione dei partecipanti i Funzionari Regionali di pertinenza, affinchè chiariscano la legge regionale e le opportunità offerte, e un pool di tecnici di varie aziende
leader del settore in grado di suggerire i prodotti più idonei a rispondere ai requisiti necessari per usufruire del Piano casa, anche in materia di risparmio energetico.
“Piano casa. Rinnovamento del patrimonio edilizio e miglioramento della qualità abitativa”: è questo il titolo degli incontri, che hanno avuto l’occasione di debuttare in due eventi “pilota” partecipatissimi, il primo a Belluno in collaborazione con il punto vendita BigMat De Mas e il secondo a Pisa in collaborazione con il punto vendita BigMat F.lli Gazzarrini. L’obiettivo per BigMat è quello di offire uno strumento unico al mondo della progettazione, nell’ottica di approcciare in modo competente uno dei target più importanti per le proprie rivendite socie. Non da meno, questo ciclo di convegni è anche un’opportunità unica offerta ai propri partner commerciali, i fornitori leader del settore che in questo modo avranno una vetrina d’eccezione dove poter far sfoggio dei loro prodotti e delle loro competenze. Tutti gli eventi vengono realizzati in collaborazione con il o i punti vendita della zona, che rappresentano poi sul territorio il punto di riferimento per i progettisti. E per chiudere il cerchio, BigMat ad ogni incontro offrirà (anche in questo caso gratuitamete, come è gratuita la partecipazione ai convegni) un Quaderno Piano Casa, una sorta di memorandum dove si potranno trovare riassunti – in modo semplice ma preciso - i principali punti della legge, personalizzato per ogni regione. All’interno di ogni Quaderno si trova anche un CD Rom con tutta la legge e gli allegati, utile strumento operativo per il progettista. Inoltre a disposizione dei partecipanti ci sono anche tutti i cinque volumi della collana dei Quaderni Tecnici BigMat, raccolti nel pratico raccoglitore. Volumi pratici e concreti che contengono informazioni attuali sulle maggiori tematiche del costruire, dall’isolamento acustico all’impermeabilizzazione. Il Quaderno Piano Casa sarà poi anche a disposizione dei clienti in tutte le rivendite BigMat della regione in cui si è svolto il convegno.

 

 

 




17/05/2009

Slitterà a Luglio e sarà gestito da Leggi Regionali


 

 

14/05/2009

I sogni di migliaia di italiani restano per il monento nel cassetto

SLITTA IL PIANO CASA

 

Niente accordo con le Regioni che frenano sulla sua attuazione con inevitabili ripecussioni sul piano economico. La politica del non fare è ormai prevalente nelle forze che si oppongono al governo.

 

 

Da il Messaggero.it

Governo e Regioni non hanno raggiunto l'intesa sul piano casa-bis, il decreto legge con le misure urgenti in materia di ristrutturazioni edilizie: il provvedimento non sarà quindi sottoposto venerdì al vaglio del Consiglio dei ministri. Lo hanno annunciato il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine di un incontro tecnico-politico al ministero degli Affari regionali a cui hanno preso parte anche le Province e i Comuni. «E' evidente - ha detto Fitto - che il testo sarà portato in
Cdm quando ci sarà un accordo fra tutti i soggetti. Il governo non intende imporre alcuna accelerazione e non sarà qualche giorno in più a compromettere la validità del progetto».
Berlusconi: spero che le Regioni siano adeguate entro luglio. «Per l'applicazione del piano casa serve una legge regionale - ha detto oggi Berlusconi - Le regioni amministrate dal centrodestra hanno già provveduto e le altre dovranno adeguarsi. Noi speriamo che entro luglio si possa provvedere a rispondere alle richieste dei proprietari che vogliono fare gli adeguamenti».

Aggionamenti Piano Casa e Piano C.A.S.E.

27/04/2009

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Dopo l'accordo Governo-Regioni

Qualcosa si muove

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5/04/2009


 

Un approfondimento sul Sito Ufficiale con il ringraziamento di Silvio Berlusconi

1/04/2009


 

Ultimissime

Dopo qualche giorno di pausa a causa di tantissimi impegni :

Ecco le novità
Berlusconi rilancia le "new town"

«Le famiglie possono già chiamare i progettisti».

1/04/2009

Da LaStampa.it

Fumata bianca sul piano casa. Governo e regioni hanno concordato l’approvazione di leggi regionali entro 90 giorni per consentire l’ampliamento del 20% della volumetria di edifici residenziali uni-bi familiari. Sarà anche possibile demolire e ricostruire ex novo, ampliando la volumetria del 35%. Non sarà possibile ampliare le abitazioni abusive e quelle di condomini e dei centri storici. Sarà possibile ampliare le villette a schiera con giardino.

Il governo confida nella rapida approvazione delle leggi regionali. Se ci saranno regioni inadempienti, il governo utilizzerà i propri poteri sostitutivi, anche emanando decreti legge. Le novità non sono poche: l’ampliamento del 20 per cento della cubatura, per esempio, non potrà essere applicato a condomini, centri storici e abitazioni abusive, mentre sono comprese nel piano anche le villette a schiera, perché, spiega il Cavaliere, «sono considerate case monofamiliari. Quindi c’è la possibilità dell’ampliamento se l’intervento non compromette l’estetica. I padroni di casa mono e bifamiliari che intendessero profittare di questa possibilità possono chiamare già da oggi i progettisti e commissionargli il lavoro».

«Non avremo un’Italia a macchia di leopardo» assicura il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto. Silvio Berlusconi pensa che il piano casa possa muovere 60-70 miliardi di euro, pari a 4-5 punti di pil fermi nei conti correnti. Questa stima si basa sul fatto che i lavori di ampliamento verranno eseguiti dal 10% delle famiglie proprietarie di abitazioni uni-bi familiari. «Questo, più che un piano casa, è un piano famiglia per chi vorrà ampliare la propria abitazione - dice Berlusconi - ora metteremo a punto, sempre in collaborazione con le regioni, la realizzazione di insediamenti urbanistici nuovi nei capoluoghi di provincia per chi ancora la casa non ce l’ha. Una parte delle risorse potrà essere trovata con la vendita di immobili pubblici agli occupanti che ne abbiano la possibilità».

Il Presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, è soddisfatto per l’accordo. «Le differenze con l’ipotesi iniziale di un decreto legge del Governo sono evidenti - dice Errani - ora le competenze delle regioni sono rispettate. I condomini non potranno essere ampliati e non ci potrà essere la vendibilità dell’ampliamento del 20%». Soddisfatto anche Gianni Alemanno, sindaco di Roma, che ha firmato l’accordo a nome dell’Anci. L’accordo prevede che le leggi regionali per l’ampliamento delle cubature abbiano «una validità temporale definita, comunque non superiore a 18 mesi dalla loro entrata in vigore, salvo diverse determinazioni delle singole regioni». Berlusconi è ottimista sulla rapida applicabilità del piano casa: «Le famiglie possono già chiamare i progettisti».

E la strategia sull’edilizia del governo non dovrebbe fermarsi. «Questo- specifica Berlusconi- più che un piano casa, è un piano famiglia per chi vuole ampliare la propria abitazione. Ora metteremo a punto un piano casa importante, sempre in collaborazione con le Regioni. Si tratta di realizzare nei capoluoghi di provincia insediamenti urbanistici nuovi per chi la casa ancora non ce l’ha», un progetto, spiega il premier, destinato principalmente alle giovani coppie. «Penso a realizzazioni di assoluta avanguardia urbanistica con tutti i servizi e poche auto». Per realizzare il nuovo piano casa, parte delle risorse potranno arrivare «dalle vendite degli immobili pubblici agli occupanti». Inoltre, ha osservato il presidente del Consiglio, serve «un intervento del sistema bancario che metta a punto uno strumento di finanziamento che consenta dei mutui con delle rate mensili pari o addirittura inferiori ai canoni di locazione di mercato vigenti in quelle città».

Il Pd canta vittoria perchè «il governo ha fatto una totale marcia indietro». «Il piano casa di Berlusconi non c’è più e il premier che aveva annunciato l’invio a tutti i capi di governo europei ora farebbe meglio a fare un giro di telefonate dicendo che il piano casa non c’è più e gli restituiscano la bozza», rilancia il segretario Franceschini. «Il Pd - afferma Franceschini - fin dall’inizio non era contrario a ogni misura per far ripartire l’edilizia che si può riattivare senza il rischio di devastazione delle città e dei centri storici». E infatti nell’accordo attuale, evidenzia il leader dei democratici, «non c’è più la possibilità di deroga a piani regolatori e a regolamenti edilizi, sono esclusi dall’allargamento i centri storici e i condomini, non c’è più il cambio di destinazione d’uso e sono rispettate le competenze di comuni e regioni». Il decreto legge, aggiunge Franceschini, «è riferito solo alla semplificazione burocratica sulle norme nazionali e tutto questo è frutto del lavoro dell’ opposizione e degli Enti locali che hanno difeso le loro competenze in base alla Costituzione».


Al solito dall'opposizione si canta vittoria e si dice che non esiste più il Piano Casa, le solite parole disfattiste e imprecise, il Piano Casa sostanzailmente è rimasto invariato, anzi è stato migliorato e affinato dal punto di vista tecnico e Berlusconi può mandare la bozza corretta ai patner Europei perchè lo adottino anche negli altri stati, dove meno male non c'è Franceschini a dire ...


26/03/2009 - ore 22

Tavolo tecnico governo-Regioni,spunta ipotesi atto indirizzo

Subito provvedimento esecutivo, entro 3 mesi leggi regionali

Forse uno spiraglio di accorddo per superare le ostilità delle Regioni, è questa la notizie dell'ultim'ora sul Piano. Il tutto nasce dal fatto che secondo il dettame costituzionale le competenze in materia spettano alle Regioni e le stesse vogliono mantenere stretta la loro competenza e non vogliono farsi imporre leggi dal Governo centrale. Con l'atto di indirizzo il governo indicherebbe quelle che sono le linee e le finalità del Piano demandando ad esse la definizione dei metodi attuativi dello stesso in un lasso di tempo plausibile e necessario per tutti gli adempimenti del caso. E' senz'altro una perdita di tempo notevole, ma la politica è fatta così e anche se siamo in tempo di crisi dove le perdite di tempo dovrebbero essere evitate, bisogna sopportare e attendere pazientemente.


 

26/03/2009

Berlusconi : Avanti !!!!!!!

 

Da .libero-news.it

Silvio Berlusconi non ci sta: il presidente del Consiglio ha infatti negato che ci sia stata “una frenata” per il decreto legge che riguarda il piano casa. Anzi, rilancia: il testo sarà comunque sul tavolo del Consiglio dei ministri di venerdì per il via libera. "Non si cambia nulla. E voglio il decreto legge", ha detto Silvio Berlusconi nel corso di Panorama del giorno su Canale 5, ribadendo che si sta "discutendo sullo strumento da usare, se un decreto legge o un ddl. Noi naturalmente preferiamo un dl perché è più veloce, ma stiano sicure le famiglie che il piano lo faremo e loro potranno allargare la casa e lo potranno fare subito".
"Il progetto è nato da me pensando alle esigenze di tante famiglie italiane che abitano in una casa mono o bi-familiare, che si sono sviluppate, che hanno avuto dei figli o dei nipotini e che avrebbero l'esigenza di allargare la casa con una o due camere o dei servizi in più", ha spiegato il premier, consapevole di "quanto è difficile per la burocrazia regionale e comunale". "L'idea è stata accolta con molto favore dalle famiglie, quasi il 50% abitano in case di questo tipo", ha aggiunto. Per questo, "la norma andrà avanti, si sta semplicemente discutendo sullo strumento, un decreto legge o un disegno di legge, noi naturalmente preferiremmo un decreto che è immediatamente efficace visto che il ddl impiega più tempo in Parlamento, ma stiamo lavorando con le regioni affinché siano le regioni, che hanno la concorrenza concorrente con lo Stato in materia abitativa a tradurre questa intuizione in una legge regionale affinché si possa cominciare subito da un lato a dare risposta alle esigenze di queste famiglie, dall'altro a immettere nell'edilizia dei soldi che adesso tengono come risparmi immobili in banca".
Il presidente del Consiglio è dunque tornato a ribadire quanto affermato ieri sera: “Stiamo discutendo sullo strumento, non c'è nessuna frenata, ho affidato ai tecnici il compito di avere un confronto con le Regioni, poi decideremo noi”, sono state le parole del capo del governo. “Il fatto – aveva proseguito - è che ci sono competenze concorrenti. Comunque gli effetti immediati ci saranno e le Regioni non possono sottrarsi perché in giro c'è un'attesa fantastica”.
Berlusconi aveva inoltre precisato che le Regioni “non si sono tirate indietro; sono gelose della loro competenza”. E l’annuncio finale: “Dopodomani andrà qualcosa in Consiglio dei ministri sulle abitazioni: qualcosa di positivo che darà via al piano in accordo con le Regioni”.
"Se fossi disoccupato, non resterei con le mani in mano" - Il Cavaliere, a Napoli per incontrare i lavoratori della Fiat di Pomigliano d’Arco, si è intrattenuto con i giornalisti anche per tornare sulle parole di ieri con le quali invitava gli italiani a lavorare di più. “Chi ha possibilità di farlo deve lavorare di più”, ha ribadito.
Riferendosi proprio allo stato di chi si ritrova senza lavoro, ha aggiunto: “Auspico che chi è stato licenziato trovi qualcosa da fare. Io di certo non starei con le mani in mano. Io spero comunque che si faccia di tutto affinché non si lasci nessuno a casa. Anche gli imprenditori – ha sottolineato Berlusconi - si devono inventare qualcosa”.


Certamente se il Piano Casa verrà deliberato dal Consiglio dei Ministri, la patata bollente tornerà alle Regioni e quelle che boicotteranno il Piano e non lo introdurranno con le norme operative se ne assumeranno le responsalità, quella di non avere offerto ai cittadini questa opportunità. Questo braccio di ferro non è certamente opportuno. In questo momento negare una boccata di ossigeno all'economia e, sopratutto al settore dell'edizia, non è certamente un bel gesto da parte delle Regioni. Nel decreto non ci sono i pressupposti di una "cementificazione selvaggia" , come dice Franceschini, perchè si interviene su case esistenti e, se si abbattono e se ne fanno di nuove, si dovranno fare meglio, più sicure e con criteri del risparmio energetico. Le opposizioni delle Regioni quindi sono strumentali, demagogiche ed inopportune anche perchè questo principio dell'aumento della volumetria in termini percentuali è già previsto da molte Leggi regionali e, guarda un po', anche da quella della Toscana, il cui Governatore Martini, paladino della legalità e constituzionalità, lo ha già introdotto dal 2005.


 

Le Regioni bocciano il Decreto

che s'impantana negli stagni della politica !!!

 

A chi brillavano già gli occhi per coronare un ambito sogno, deve attendere, quanto non si sa, ma è certo che i tempi saranno molto lunghi e sopratutto dall'esisto incerto. Le ostilità dei Governatori centrali hanno spiazzato il Governo e il "muro contro il muro" (in questo caso il gioco di parole ci sembra più consono alla situazione) ha indotto l'Esecutivo a fare momentaneamente marcia indietro. Vi terremo informati, come promesso, dell'evolversi della situazione.

 

25/03/2009

Da Il Sole 24 ore .it

«L'urgenza resta ma non è detto che il decreto legge sia lo strumento più opportuno». Silvio Berlusconi frena sullo strumento per il piano casa, dopo il no delle Regioni. «Stiamo discutendo, perché le Regioni hanno prospettato una loro posizione di contrarietà» al decreto, anche se «noi ci siamo tenuti la possibilità di decidere nell'una e nell'altra direzione». Il Governo, ha chiarito il premier, ha proposto di «dar vita a un tavolo tecnico nella sede della conferenza delle Regioni». Berlusconi ha poi precisato che il piano casa del Governo «non riguarda solo le ville, come hanno scritto oggi alcuni giornali, ma quasi il 50% delle abitazioni mono o bifamiliari»: un 25%-28%, secondo i dati del Governo, le case monofamiliari e un 13-15% quelle bifamiliari.

La presidente dell'Umbria Lorenzetti: «Decreto accantonato»
Più esplicita ancora, riguardo allo strumento del decreto legge, la presidente della regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, secondo la quale il dl, così come richiesto dalle regioni, è stato accantonato. Il provvedimento con il quale il Governo approverà le misure per il rilancio dell'edilizia e dell'economia - riferisce l'agenzia Ansa - potrebbe essere o un disegno o più probabilmente una legge quadro, alla quale faranno seguito leggi regionali.

A questo punto gli enti locali non escludono un accordo: Vasco Errani (presidente della Conferenza delle Regioni) e Leonardo Domenici (presidente dell'Associazione dei Comuni) apprezzano l'intento del Governo di varare un provvedimento anticiclico e, dopo il no alla bozza di decreto legge, ora dicono: «Siamo sul binario giusto». Il ministro agli Affari Regionali Raffaele Fitto conferma la volontà di trovare «una soluzione condivisa» entro martedì e precisa: «venerdì il Consiglio dei ministri non deciderà nulla».

«Presto un piano per nuove abitazioni»
A margine della Conferenza unificata sul piano per l'edilizia privata, poi, il presidente del Consiglio ha promesso anche «un grande piano per la costruzione di nuove abitazioni per le giovani coppie e le famiglie in difficoltà». «Siamo consapevoli - ha precisato Berlusconi - dell'esigenza di tante famiglie e di tanti giovani che si sposano e che non sono in grado di avere una casa. Come abbiamo promesso in campagna elettorale, d'accordo con le Regioni, noi abbiamo immaginato un progetto per la costruzione di abitazioni in tutti i capoluoghi di provincia». Nel progetto, ha specificato il presidente del Consiglio, «verranno mobilitate le Regioni, i comuni, il sistema bancario italiano e tutte le industrie delle costruzioni».


Da wallstreetitalia.com

Si allungano i tempi per il varo del piano casa. Alla fine le Regioni l'hanno spuntata. Lo 'stop' dei governatori fa sfumare l'ipotesi di procedere per decreto legge sul piano straordinario per l'edilizia che, comunque, non approderà al Consiglio dei ministri di venerdì. Ad un tavolo tecnico ad hoc viene affidato il compito di trovare, entro martedì, un'intesa con le Regioni e poi ci sarà un'altra Conferenza Unificata. Il primo a frenare sulla possibilità di un Dl e ad aprire al confronto con gli Enti locali è stato lo stesso premier Silvio Berlusconi. "L'urgenza resta ma non è detto che il decreto legge sia lo strumento più opportuno", ha sottolineato il premier assicurando che l'esecutivo vuole lavorare "in sintonia e in accordo con le autonomie locali" e che le misure interesseranno "il 50% delle famiglie". Quanto agli strumenti legislativi da adottare, il governo ora sembra orientato a procedere o con un disegno di legge, o più probabilmente, con una legge quadro, alla quale faranno seguito leggi regionali. L'esecutivo "lavora e lavorerà per un'intesa con le Regioni", ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, al termine della Conferenza Unificata, spiegando che "entro martedì" verrà individuata "una piattaforma con principi e scelte condivise. Fatte le verifiche, subito dopo martedì il consiglio dei ministri potrà poi valutare le modalità con cui procedere". Soddisfatte le Regioni, che avevano bollato il decreto come anticostituzionale dicendosi pronte a ricorrere alla Corte Costituzionale. "Abbiamo fatto un passo avanti. Abbiamo detto con molta chiarezza che il decreto presentato in forma di bozza, dal punto di vista delle competenze, ha un profilo incostituzionale", ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, aggiungendo che "adesso si apre il lavoro che deve definire quali sono le competenze, il rilancio e la semplificazione normativa dell'edilizia". Sulla stessa linea il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici: "sono convinto che il confronto con il governo sia stato messo su binari certamente migliori. Ora ci auguriamo che questo confronto possa portarci a dei risultati concreti nell'interesse del paese e della ripresa economica, ma anche stando dentro quelle che sono le norme, i principi e le regole che stabiliscono il rapporto e le rispettive competenze tra le diverse istituzioni". A plaudere, infine, è anche l'opposizione con il leader del Pd, Dario Franceschini: "è stato ritirato il decreto-cementificazione che avrebbe creato danni spaventosi. Siamo pronti a discutere senza pregiudizi, dopo che avremo visto il nuovo testo, a condizione che siano norme che non facciano correre il rischio di una devastazione del paesaggio".



 

 

Il Decreto Legge sul Piano Casa, pronto per il Consiglio dei Ministri .

La bozza del documento sembra ormai ufficiale, alvo alcuni ritocchi dell'ult'ora che potrebbero essere introdotti per tacitare alcune opposizioni delel regioni dopo le dichirazioni per esempio del Governatore dell'Umbria chwe riportiamo in calce. Al decreto seguirebbe un Disegno dei Legge necessario per coordinare il Testo Unico già in vigore, con le nuove disposizioni introdotte per Decreto.


ANTEPRIMA DEL DECRETO


Aumento cubature


I proprietari di case potranno ampliare del 20% la cubatura degli immobili a uso abitativo o la superficie coperta per quelli destinati a uso diverso. In caso di demolizione e riedificazione di vecchi edifici, con obbligo di ricostruire secondo le regole della bioedilizia e del risparmio energeticoIl aumento di cubatura del 35%. La clausola che poneva un limite sull'anno di costruzione dell'edificio oggetto di demolizione non viene più introdotta . Resta fissato il limite massimo per l'ampliamento che è di 300 metri cubi per ogni singola unità immobiliare. Saranno possibili anche i cambi di destinazione d'uso in tutto o in parte. Possibile anche rendere inedificabile e destinata a verde pubblico l’area originaria nel caso in cui si decida di costruire in una zona diversa. Ovviamente tuti gli amplimenti dovrannom essere eseguiti nel rispetto delle leggi in materia di staticità e di sicurezza antisismica.



Semplificazione per le attuazioni

Per questi tipi di intervento sarebbe necessario un Permesso di costruire (equivalente dell'Ex Concessione Edilzia). In questo caso per semplificare le realizzazioni di quanto stabilito basterà una DIA sotto la responsabilità del Tecnico Asseverante. Sempre in tema di semplificazione sono sttai ampliati i casi di applicazione di DIA e quelli in cui basti una semplice comunicazione per l'esecuzione di interventi della cosidetta "Edlizia Libera", che erano ben pochi.
I conteziosi che potrebbero sogere è prevista una "Camera di Conciliazione". I Comuni hanno l'obbligo di applicare a quanto stabilito nel Decreto in deroga ai loro piani regolatori e regolamenti edilizi salvo che non contrastino con i vincoli di conservazione ambientale, storica, paesaggistica architettonica e culturale. E' infine valutata la possibilità di autiorizzare in sanatoria gli interventi già compiuti in area vincolata in assenza o difformità dall’autorizzazione paesaggistica.

Interventi nei Condomini


Anche nei condomini si potranno eseguire gli interventi previsti ovviamente, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale, e quindi qaulora sia tecnicamente possibile si potranno aggiungere stanze, bagni e alzare tetti. E' allo studio anche la possibilità di autorizzare la realizzazione di un edificio separato avente carattere accessorio nel caso in cui non sia possibile costruirlo in contiguo a quello esistente.



Norme per la "Tutela Ambientale"


Sarà vietato l’ampliamento degli immobili abusivi o sottoposti a vincolo storico e paesaggistico. Esclusi quindi da provvedimento tutti gli immobili delle aree destinate a parchi, zone archeologiche, ed i terreni demaniali.



Riduzione contributi di costruzione


Trattandosi ovviamente di ampliamenti anche se eseguiti con la procedura semplificata della DIA sarnno ovviamente a titolo onroso e quindi sottoposti al pagamento degli oneri, i Comuni però possono ridurre il contributo di costruzione sulla quota parte dell’ampliamento solo nel caso in cui ad essere ampliata sia la prima abitazione e lo sconto può arrivare al 50%. Stesso cosa anche in cui queste edificazioni siano realizzate con i criteri della bioedilizia.



Sanzioni


Anche le pene verranno revisionate. Tutti i piccoli abusi che hanno causato decine e decine di denunncie per non dire migliaia intasando le Procure d'Italia come ’apertura di finestre o la chiusura di una veranda verranno solo puniti con sanzioni amministrative. Per i casi i più gravi, comprendenti la costruzione di edifici non a norma, è previsto l’arresto da 2 a 3 anni. E' previsto l'uso del famoso provvedimento del "ravvedimento operoso" i cui benefici in altri campi hanno portato allo stato l'incasso di miliardi di Euro e quindi si darà la possibilità di estinguere l’illecito a seguito di un accertamento di conformità e compatibilità ambientale.



Alloggi a canone sostenibile


Ottima l'introduzione di nuove costruzioni o interventi di riqualifiazione di edifici esistenti (circa 20mila alloggi) per affittarli a "Canone sostenibile " (versione moderna del famosissimo "equo canone"). Inoltre, per gli inquilini che vivono in case popolari è data la possibilità di riscattare l’immobile a canone sociale, in modo da diventare proprietari dell’alloggio occupato. Per questo obiettivo il precedente Governo aveva stanziato 550 milioni di euro. Attualmente il Cipe ha sbloccato 200 milioni, gli altri 350 saranno reperiti attraverso le prossime leggi finanziarie. Per questo è stata introdotta un importante innovazione e cosisterà nell'uso di capitali privati attraverso la promozione del "project financing" e dei fondi immobiliari.

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Cosiderazioni finali

Attenzione, i Comuni (e qui cascò l'asino) avranno a disposizione 60 giorni di tempo per escludere alcune zone dall'applicazione del Piano Casa (Appare ovvio da questa clausola che stante le conflittualità politiche che esistono molto radicate nel nostro territorio, spinte molte volte da comportamenti demagocici e propangandistici, sarà facle ad esse limitare al massimo le applicazioni, rendendo in sintesi inapplicabili le disposizioni in campo nazionale)

Le richieste per l'applicazione delle norme sopra indicate avranno una valenza limitata nel tempo, si parla del 31 dicembre 2010.

 


24-03-2009

Da :
ILSOLE24ORE.COM


Piano casa, Berlusconi rivede il dl: «Ridotto all'essenziale»


Il piano casa del governo «lascia alle Regioni tutta la libertà di manovra che vogliono». Lo ha dichiarito Silvio Berlusconi lasciando la Camera dove si è fermato al termine della votazione sul federalismo fiscale. Il premier ha anche sottolineato che la forma stessa che avrà il provvedimento è ancora da decidere: «Se decreto o Ddl lo vedremo domani. Abbiamo un appuntamento con le regioni», ha detto Berlusconi.

Il premier nel pomeriggio di oggi ha rivisto e corretto il decreto legge sul piano casa: «Ho fatto una sessione vedendo il testo del decreto - ha detto - l'ho amplissimamente corretto riducendolo all'essenziale e lo presenterò ridotto di molto all'attenzione delle Regioni» domani. «Sono aperto a sentire le loro ragioni e a decidere di conseguenza», ha continuato Berlusconi. Le Regioni, ha detto il premier, vogliono da parte del governo un invito per rimettere in moto l'economia - ha ribadito - ma non pensano che ci sia bisogno di un decreto legge.

L'INCONTRO CON LE REGIONI. Domani Berlusconi incontrerà il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che ha confermato che «un decreto non è la strada giusta per gestire una materia così delicata. Se non si fa un decreto e ci mettiamo a discutere, nel rispetto delle competenze, siamo pronti al dialogo». Anche il leader della Lega, Umberto Bossi, è d'accordo sul confronto con le Regioni:


Umberto Bossi

«Bisogna trattare per evitare scontri. Molte hanno già un piano casa».

Bossi ha ragione, molte regioni, prima ancora che si parlasse di questa proposta da parte del governo, nelle loro legislazioni regionali, prevedono già la possibilità di aumentare le volumetrie degli alloggi, compresa la Regione Toscana che per bocca del suo Governatore si ostina a dire che il Piano è incostituzionale.


 

24-03-2009

Stralci di articoli apparsi sulla stampa

 

 


Più che muso duro Franceschini farà "Muro Duro"

La sua "casa" è già grande così e, non ha bisogno di ampliarla


24-03-2009

da l'occidente.it

Franceschini. "Se il piano casa resta questo il Pd farà muso duro"

Il leader del Pd, Dario Franceschini , attacca il presidente del consiglio: "Si può dire che si è cambiata idea, ma basta dire tutto e il contrario di tutto". Durante una conferenza stampa sul piano casa si rivolge al premier, che oggi ha detto che la bozza circolata sul provvedimento non è vera. Il segretario del Pd ribatte che non è affatto così e, durante una conferenza stampa, distribuisce ai cronisti la copia della bozza inviata agli enti locali dalla presidenza del consiglio dei Ministri. La stessa che è stata diffusa ieri e sulla quale il Pd aveva già avuto un giudizio durissimo.

In particolare, sul testo, risulta che il decreto si applicherebbe "su tutto il territorio nazionale, fino all'emanazione di leggi regionali in materia di governo del territorio" e che l'aumento delle cubature delle case potrebbe avvenire "in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi - prosegue fil leader del Pd - non è un piano casa ma è un decreto cementificazione. Se andranno avanti su questo testo, anche se camuffato, troveranno un muro nel Pd".

Franceschini si rivolge poi alla Lega: "Oggi in aula c'è il federalismo. Chiediamo alla Lega come si può impugnare la bandiera del federalismo fiscale mentre si tolgono prerogative a regioni e comuni per la tutela del territorio".

Infine, il numero 1 del Pd ha commentato le affermazioni del Cav. secondo il quale per uscire dalla crisi occorre che gli italiani lavorino di più: "Gli italiani vorrebbero lavorare. È il governo a dover lavorare di più". "Il governo - ha aggiunto Franceschini nel corso di una conferenza stampa - dovrebbe lavorare anzichè buttarsi in una campagna elettorale per le europee che fanno per farsi eleggere in un luogo dove non andranno mai".


 

23-03-2009

Da L'unità.it

Franceschini, no al Piano casa: «È incostituzionale»

Già era stato ampiamente criticato, ma ora accanto alle critiche si annunciano ricorsi e opposizione durissima: «Purtroppo abbiamo visto la bozza del piano casa ed è peggio di quanto annunciato da Berlusconi. È un piano palesemente incostituzionale perché la materia è di competenza regionale ed invece con il decreto i comuni e le regioni sarebbero scavalcati». Il segretario del Pd, Dario Franceschini, chiude al provvedimento che sarà approvato dal governo nel prossimo Consiglio dei Ministri.

«Ora che abbiamo visto la bozza - afferma il leader del Pd - è tutto drammaticamente più chiaro. Noi avevamo dato la disponibilità a vedere il piano nel merito e a discutere su misure di semplificazione burocratica e di norme per la demolizione e la ricostruzione di vecchi edifici in periferia e anche ad un meccanismo di aumento dei metri cubi dentro norme urbanistiche regionali e nel rispetto dei piani regolatori». Il piano invece, incalza Franceschini, stravolge la legislazione vigente e così «non ci sono più né norme urbanistiche né piani regolatori, azzerati dal decreto legge».

Il piano casa «è una operazione priva di senso e una devastazione del territorio italiano» e perciò, afferma Franceschini, «non potrà più trovare una posizione di confronto da parte del Pd». «Spero si fermino e ci ripensino» conclude il segretario democratico.

Ma a denunciare l'illegittimità del piano casa sono anche le Regioni: il confronto decisivo arriverà mercoledì. Nella Sala Verde di Palazzo Chigi, il governo dovrà convincere le regioni che il suo Piano casa è davvero un'occasione per rilanciare l'economia. E la maggior parte dei governatori, non la pensa così. Anzi, considerano la politica abitativa del governo un'anticamera al condono edilizio a rischio costituzionalità, perché invade le competenze delle Regioni stesse.

Come al solito, l'aggravante sta nel fatto che il governo è intenzionato a procedere per decreto, sottraendosi al dibattito parlamentare. «Un decreto per gestire una materia concorrente tra Stato, Regioni e Comuni - dice il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - è uno strumento improprio, secondo me non costituzionale. E questa è la prima questione di cui discuteremo». Errani rifiuta quello che chiama «condono preventivo»: e suggerisce di lavorare insieme con «gli strumenti giusti, legge quadro, atto di indirizzo, per semplificare norme e procedure e dare maggiore efficacia agli strumenti urbanistici e nel rapporto con i cittadini. Anche se diverse Regioni hanno già questi strumenti».

 

Per Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, «se il Governo vorrà andare avanti con un decreto così invasivo, ci troveremo costretti a difendere la storia e la cultura delle nostre leggi urbanistiche facendo ricorso alla Corte Costituzionale».

Anche il Lazio, spiega il presidente Piero Marrazzo, dirà no al Piano casa che presenta anche «dubbi di costituzionalità». «L'economia – spiega Marrazzo – si rilancia aiutando le famiglie a pagare i mutui e gli affitti senza far pagare il prezzo della crisi economica al territorio, che ha già dato anche troppo in passato».

 

Deciso no anche da Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, secondo la quale «il governo può dettare legge su norme generali in materia di urbanistica, ma non nel dettaglio perchè la sua regolamentazione è territoriale». Infine, Maria Rita Lorenzetti, presidente dell'Umbria e presidente del Coordinamento politiche abitative delle Regioni, ricorda che già nel precedente governo Berlusconi, il condono edilizio fu bocciato dalla Corte.


MURO CONTRO MURO DALLE REGIONI ...

Martini dice che le Leggi Urbanistiche in Toscana hanno una storia e una cultura

E' vero: si parte da quando a Firenze fecero scapitozzare le case-torri, a quando misero le tasse sulle facciate e allora nacquero centinaia di costruzioni a treno umide e con pochissime finestre. Quando costruirono Piazzale Michelangelo, misero sotto inchiesta il povero architetto Poggi perchè aveva deturpato la collina, oggi Piazzale Michelangelo è il luogo più visitato di Firenze. Per far tornare ai vecchi splendori la città hanno costruito la tramvia, il più grande scempio urbanistico che Firenze abbia potuto avere nel corso della sua storia. Opponendosi al Piano Casa gridano allo scandalo perchè è un Decreto INVASIVO !!!

 

Guarda Martini e leggi cosa i fa in Toscana :

http://digilander.libero.it/cccbaripoli/oss-riperassociazioni.pdf

 


Mentre Berlusconi incassa l'apprezzamento dell'Europa

Molti paesi europeri hanno chiesto il testo del decreto per farlo proprio

 

In casa nostra, al solito : c'è chi REMA CONTRO

 

'Da una prima lettura del testo del decreto legge sulla casa si conferma il nostro timore e cioe' che il tutto possa tradursi in una sorta di condono preventivo'. E' il pensiero di Maria Rita Lorenzetti, presidente della Giunta della Regione Umbria, commentando il Piano casa del Governo. 'Ci spiace molto - ha aggiunto - ma oltre a non essere il decreto legge lo strumento giusto per affrontare una questione cosi' importante che attiene a prerogative anche regionali, ci pare che sia anche incostituzionale. Berlusconi dovrebbe saperlo perche' il suo precedente Governo aveva fatto la stessa cosa con il condono edilizio, approvato con decreto legge. Noi ricorremmo alla Corte costituzionale che ci diede ragione perche', appunto, non rispettava le competenze delle Regioni essendo la materia urbanistica una competenza concorrente'. 'Come sistema delle Regioni - ha sottolineato - abbiamo sempre dato prova di serieta' e rigore, quando di mezzo ci sono gli interessi generali del Paese, come e' avvenuto sia per la vicenda degli ammortizzatori sociali, che del piano casa pubblico. Vorremmo che altrettanto rigore e serieta' venga riservato a noi da parte del Governo, visto che si sta mettendo mano a competenze regionali e anche comunali'. 'Siamo e saremo sempre disponibili a discutere per giungere ad ogni tipo di semplificazione procedurale e premialita' nel settore dell'edilizia, peraltro gia' previste dalla nostra legislazione regionale, perche' anche noi - ha concluso Lorenzetti - siamo certi che questo comparto puo' essere il volano della ripresa economica. Cio' che non condividiamo e non possiamo accettare e' la politica degli annunci mediatici piuttosto che la vera volonta' del Governo di una leale collaborazione con chi, come le Regioni, ha competenze attribuite dalla Costituzione'.