LA RIFORMA DEL CONDOMINIO

In vigore dal 18 giugno

Le leggi in materia

DL 4/06/2013 n.63

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Legge 11/12/2012 n.220

Link ai testi ufficiali pubblicati in Gazzetta

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I cambiamenti più salienti

Distacco da impianti centralizzati

E' questa senz'altro la nuova norma che metet fine ad annosi contenziosi in materia, oggetto di cause che hanno riempito i tribunali italiani, la norma in proposito recita così :

- il singolo condomino può decidere di staccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento o
di condizionamento a patto che dal suo distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso dovrà continuare a contribuire al pagamento delle spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto, per la sua conservazione e messa a norma ma non quella dei consumi come spesso è avvenuto.

Risparmio energetico

Questa è la nuova norma che agevola tutti gli interventi relativi al risparmio energetico che anch'essi sono stati fonte di discordia in seno ai condomini, sopratutto quando si è cominciato a parlare di impianti fotovoltaici e di pannnelli solari :

- i condomini possono deliberare la realizzazione di interventi per la riduzione dei consumi energetici dell’edificio e la produzione di energia attraverso impianti di cogenerazione e fonti rinnovabili. Quindi è consentita l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, destinati al servizio di singole unità del condominio, sul lastrico solare, su altre superfici comuni idonee e sulle parti di proprietà individuale dell'interessato.

Nel caso in cui si rendano necessarie delle modifiche alle parti comuni, l’interessato comunica all’amministratore il contenuto e la modalità di esecuzione degli interventi. L’assemblea può imporre modalità alternative o particolari cautele cui attenersi durante la realizzazione e ripartisce l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni attenendosi alle forme di utilizzo previste dal regolamento.

Innovazione e manutenzione straordinaria

L’assemblea dei condomini, con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti all’assemblea stessa anche in seconda convocazione e almeno la metà del valore dell’edificio, può deliberare interventi per la rimozione delle barriere architettoniche e la realizzazione di parcheggi.

Per i lavori di innovazione e manutenzione straordinaria deve essere costituito un fondo di importo pari al costo dell’intervento.

L'assemblea e questo per la prima voltra nella storia dei condomini, può anche autorizzare l'amministratore a partecipare e collaborare a progetti, promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, per il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato. Possono quindi a tale scopo , essere decise opere di risanamento di parti comuni degli immobili, demolizioni, ricostruzioni e messa in sicurezza statica.

Cambi di destinazione d’uso

L’assemblea può modificare la destinazione d'uso delle parti comuni per soddisfare esigenze di interesse condominiale. La deliberazione in questo caso deve essere presa come segue :

- numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell'edificio. E' importante che in questo casso, la convocazione dell'assemblea deve essere affissa per almeno 30 giorni consecutivi nei locali di maggior uso comune e deve indicare le parti comuni da modificare nonché la nuova destinazione d’uso proposta.
- La nuova legge specifica inoltre che sono sempre vietati i cambi d’uso che possono pregiudicare la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dell’edificio.

La riforma parla anche di siti web

Questa norma, al giorno d'oggi è molto importante in quanto, sopratutto per i grandi complessi immbiliari consente un modo nuovo e moderno di accostare i condomini alla vita del condominio e renderli partecipi attraverso il web a quanro viene fatto dall'amministrazione per la vita del condominio stesso, l'amministratore su proposta dell’assemblea, è tenuto ad attivare un sito web del condominio, le cui spese sono a carico dei condomini, su cui sia possibile consultare i documenti previsti dalla delibera assembleare.

 

 


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