Più semplice ottenere l'Autorizzazione Paesaggistica


Il D.Lgs. 42/2004 (Denominato "Codice dei Beni Culturali") prevede nell''art. 146, che i proprietari di immobili o aree di notevole interesse pubblico sottoposti a tutela, hanno l'obbligo di sottoporre all'ente competente (Regione o ente subdelegato) i progetti delle opere che intendono eseguire, corredati della documentazione prevista, ai fini di ottenere preventiva autorizzazione senza la quale i lavori non possono essere iniziati.

Articolo 146


Autorizzazione
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili e aree oggetto degli atti e dei provvedimenti elencati all'articolo 157, oggetto di proposta formulata ai sensi degli articoli 138 e 141, tutelati ai sensi dell'articolo 142, ovvero sottoposti a tutela dalle disposizioni del piano paesaggistico, non possono distruggerli, ne' introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione.2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni indicati al comma 1, hanno l'obbligo di sottoporre alla regione o all'ente locale al quale la regione ha affidato la relativa competenza i progetti delle opere che intendano eseguire, corredati della documentazione prevista, al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.3. Entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, e' individuata la documentazione necessaria alla verifica di compatibilità paesaggistica degli interventi proposti.4. La domanda di autorizzazione dell'intervento indica lo stato attuale del bene interessato, gli elementi di valore paesaggistico presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.5. L' amministrazione competente, nell'esaminare la domanda di autorizzazione, verifica la conformità dell'intervento alle prescrizioni contenute nei piani paesaggistici e ne accerta:
a) la compatibilità rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo;
b) la congruità con i criteri di gestione dell'immobile o dell'area;
c) la coerenza con gli obiettivi di qualità paesaggistica.
6. L'amministrazione, accertata la compatibilità paesaggistica dell'intervento ed acquisito il parere della commissione per il paesaggio, entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione dell'istanza, trasmette la proposta di autorizzazione, corredata dal progetto e dalla relativa documentazione, alla competente soprintendenza, dandone notizia agli interessati. Tale ultima comunicazione costituisce avviso di inizio del relativo procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Qualora l'amministrazione verifichi che la documentazione allegata non corrisponde a quella prevista al comma 3, chiede le necessarie integrazioni; in tal caso, il predetto termine e' sospeso dalla data della richiesta fino a quella di ricezione della documentazione. Qualora l'amministrazione ritenga necessario acquisire documentazione ulteriore rispetto a quella prevista al comma 3, ovvero effettuare accertamenti, il termine e' sospeso, per una sola volta, dalla data della richiesta fino a quella di ricezione della documentazione, ovvero dalla data di comunicazione della necessità di accertamenti fino a quella di effettuazione degli stessi, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni.7. La soprintendenza comunica il parere entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla ricezione della proposta di cui al comma 6. Decorso inutilmente il termine per l'acquisizione del parere, l'amministrazione assume comunque le determinazioni in merito alla domanda di autorizzazione.8. L'autorizzazione e' rilasciata o negata dall'amministrazione competente entro il termine di venti giorni dalla ricezione del parere della soprintendenza e costituisce atto distinto e presupposto della concessione o degli altri titoli legittimanti l'intervento edilizio. I lavori non possono essere iniziati in difetto di essa.9. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 8, e' data facoltà agli interessati di richiedere l'autorizzazione alla regione, che provvede anche mediante un commissario ad acta entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Qualora venga ritenuto necessario acquisire documentazione ulteriore o effettuare accertamenti, il termine e' sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla data di effettuazione degli accertamenti. Laddove la regione non abbia affidato agli enti locali la competenza al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, la richiesta di rilascio in via sostitutiva e' presentata alla competente soprintendenza.10. L'autorizzazione paesaggistica:
a) diventa efficace dopo il decorso di venti giorni dalla sua emanazione;
b) e' trasmessa in copia, senza indugio, alla soprintendenza che ha emesso il parere nel corso del procedimento, nonche', unitamente al parere, alla regione ed alla provincia e, ove esistenti, alla comunità montana e all'ente parco nel cui territorio si trova l'immobile o l'area sottoposti al vincolo;
c) non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi.
11. L'autorizzazione paesaggistica e' impugnabile con ricorso al tribunale amministrativo regionale o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dalle associazioni ambientaliste portatrici di interessi diffusi individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da qualsiasi altro soggetto pubblico o privato che ne abbia interesse. Il ricorso e' deciso anche se, dopo la sua proposizione ovvero in grado di appello, il ricorrente dichiari di rinunciare o di non avervi più interesse. Le sentenze e le ordinanze del Tribunale amministrativo regionale possono essere impugnate da chi sia legittimato a ricorrere avverso l'autorizzazione paesaggistica, anche se non abbia proposto il ricorso di primo grado.12. Presso ogni comune e' istituito un elenco, aggiornato almeno ogni sette giorni e liberamente consultabile, in cui e' indicata la data di rilascio di ciascuna autorizzazione paesaggistica, con la annotazione sintetica del relativo oggetto e con la precisazione se essa sia stata rilasciata in difformità dal parere della soprintendenza. Copia dell'elenco e' trasmessa trimestralmente alla regione e alla soprintendenza, ai fini dell'esercizio delle funzioni di vigilanza di cui all'articolo 155.13. Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche alle istanze concernenti le attività minerarie di ricerca ed estrazione.14. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle autorizzazioni per le attività di coltivazione di cave e torbiere. Per tali attività restano ferme le potestà del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ai sensi della normativa in materia, che sono esercitate tenendo conto delle valutazioni espresse, per quanto attiene ai profili paesaggistici, dalla competente soprintendenza.

 

Link all'intero Decreto



Il Decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 26 agosto, semplifica le procedure previste per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica per gli interventi di "lieve entità" che non comportano alterazione dei luoghi o dell'aspetto esteriore degli edifici. Questo nuovo regolamento, emanato ai sensi dell'articolo 146, comma 9, del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i., prevede una significativa riduzione dei tempi procedurali per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica (60 giorni invece di 105) e degli oneri documentali:

- infatti l'istanza di richiesta, basterà che sia corredata solo da una relazione paesaggistica semplificata redatta da un tecnico abilitato che potrà essere inviata anche per via telematica.

Questo nuovo regolamento prevede una fase di verifica preliminare da parte dell'amministrazione locale dell'applicabilità o meno della procedura semplificata, nonché della conformità dell'intervento progettato alla disciplina urbanistica ed edilizia.
Se la valutazione è positiva, l'amministrazione locale invia la pratica al soprintendente che procede alla valutazione di compatibilità paesaggistica; in caso di parere favorevole, l'amministrazione rilascia immediatamente l'autorizzazione, altrimenti la rigetta.

L'elenco degli interventi "di lieve entità", contenuto nell'allegato al D.P.R. n. 139/2010 comprende:

  • 1. Incremento di volume non superiore al 10 per cento della
    volumetria della costruzione originaria e comunque non superiore a
    100 mc. (la presente voce non si applica nelle zone territoriali
    omogenee "A" di cui all'articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile
    1968, n. 1444, e ad esse assimilabili e agli immobili soggetti a
    tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del
    Codice). Ogni successivo incremento sullo stesso immobile e'
    sottoposto a procedura autorizzatoria ordinaria;
  • 2. interventi di demolizione e ricostruzione con il rispetto di
    volumetria e sagoma preesistenti. La presente voce non si applica
    agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1,
    lettere a), b) e c), del Codice);
  • 3. interventi di demolizione senza ricostruzione o demolizione di
    superfetazioni (la presente voce non si applica agli immobili
    soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b)
    e c), del Codice);
  • 4. interventi sui prospetti degli edifici esistenti, quali: aperture
    di porte e finestre o modifica delle aperture esistenti per
    dimensione e posizione; interventi sulle finiture esterne, con
    rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti esterni,
    modificativi di quelli preesistenti; realizzazione o modifica di
    balconi o terrazze; inserimento o modifica di cornicioni, ringhiere,
    parapetti; chiusura di terrazze o di balconi gia' chiusi su tre lati
    mediante installazione di infissi; realizzazione, modifica o
    sostituzione di scale esterne (la presente voce non si applica agli
    immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1,
    lettere a), b) e c), del Codice);
  • 5. interventi sulle coperture degli edifici esistenti, quali:
    rifacimento del manto del tetto e delle lattonerie con materiale
    diverso; modifiche indispensabili per l'installazione di impianti
    tecnologici; modifiche alla inclinazione o alla configurazione delle
    falde; realizzazione di lastrici solari o terrazze a tasca di piccole
    dimensioni; inserimento di canne fumarie o comignoli; realizzazione o
    modifica di finestre a tetto e lucernari; realizzazione di abbaini o
    elementi consimili (la presente voce non si applica agli immobili
    soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b)
    e c), del Codice);
  • 6. modifiche che si rendono necessarie per l'adeguamento alla
    normativa antisismica ovvero per il contenimento dei consumi
    energetici degli edifici;
  • 7. realizzazione o modifica di autorimesse pertinenziali, collocate
    fuori terra ovvero parzialmente o totalmente interrate, con volume
    non superiore a 50 mc, compresi percorsi di accesso ed eventuali
    rampe. Ogni successivo intervento di realizzazione o modifica di
    autorimesse pertinenziale allo stesso immobile e' sottoposto a
    procedura autorizzatoria ordinaria;
  • 8. realizzazione di tettoie, porticati, chioschi da giardino e
    manufatti consimili aperti su piu' lati, aventi una superficie non
    superiore a 30 mq;
  • 9. realizzazione di manufatti accessori o volumi tecnici di piccole
    dimensioni (volume non superiore a 10 mc);
  • 10. interventi necessari al superamento delle barriere
    architettoniche, anche comportanti modifica dei prospetti o delle
    pertinenze esterne degli edifici, ovvero realizzazione o modifica di
    volumi tecnici. Sono fatte salve le procedure semplificate ai sensi
    delle leggi speciali di settore (la presente voce non si applica agli
    immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1,
    lettere a), b) e c), del Codice);
  • 11. realizzazione o modifica di cancelli, recinzioni, o muri di
    contenimento del terreno (la presente voce non si applica agli
    immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1,
    lettere a), b) e c), del Codice);
  • 12. interventi di modifica di muri di cinta esistenti senza
    incrementi di altezza;
  • 13. interventi sistematici nelle aree di pertinenza di edifici
    esistenti, quali: pavimentazioni, accessi pedonali e carrabili di
    larghezza non superiore a 4 m, modellazioni del suolo, rampe o arredi
    fissi (la presente voce non si applica agli immobili soggetti a
    tutela ai sensi dell'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), del
    Codice);
  • 14. realizzazione di monumenti ed edicole funerarie all'interno delle
    zone cimiteriali;
  • 15. posa in opera di cartelli e altri mezzi pubblicitari non
    temporanei di cui all'art. 153, comma 1 del Codice, di dimensioni
    inferiori a 18 mq, ivi comprese le insegne per le attivita'
    commerciali o pubblici esercizi (la presente voce non si applica agli
    immobili soggetti a tutela ai sensi dell'art. 136, comma 1, lettere
    a), b) e c) del Codice);
  • 16. collocazione di tende da sole sulle facciate degli edifici per
    locali destinati ad attivita' commerciali e pubblici esercizi;
  • 17. interventi puntuali di adeguamento della viabilita' esistente,
    quali: adeguamento di rotatorie, riconfigurazione di incroci
    stradali, realizzazione di banchine e marciapiedi, manufatti
    necessari per la sicurezza della circolazione, nonche' quelli
    relativi alla realizzazione di parcheggi a raso a condizione che
    assicurino la permeabilita' del suolo, sistemazione e arredo di aree
    verdi;
  • 18. interventi di allaccio alle infrastrutture a rete, ove
    comportanti la realizzazione di opere in soprasuolo;
  • 19. linee elettriche e telefoniche su palo a servizio di singole
    utenze di altezza non superiore, rispettivamente, a metri 10 e a
    metri 6,30;
  • 20. adeguamento di cabine elettriche o del gas, ovvero sostituzione
    delle medesime con altre di tipologia e dimensioni analoghe;
  • 21. interventi sistematici di arredo urbano comportanti
    l'installazione di manufatti e componenti, compresi gli impianti di
    pubblica illuminazione;
  • 22. installazione di impianti tecnologici esterni per uso domestico
    autonomo, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati
    di unita' esterna, caldaie, parabole, antenne (la presente voce non
    si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo
    136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice);
  • 23. parabole satellitari condominiali e impianti di condizionamento
    esterni centralizzati, nonche' impianti per l'accesso alle reti di
    comunicazione elettronica di piccole dimensioni con superficie non
    superiore ad 1 mq o volume non superiore ad 1 mc (la presente voce
    non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell'articolo
    136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice);
  • 24. Installazione di impianti di radiocomunicazioni elettroniche
    mobili, di cui all'articolo 87 del decreto legislativo 1° agosto
    2003, n. 259, che comportino la realizzazione di supporti di antenne
    non superiori a 6 metri se collocati su edifici esistenti, e/o la
    realizzazione di sopralzi di infrastrutture esistenti come pali o
    tralicci, non superiori a 6 metri, e/o la realizzazione di apparati
    di telecomunicazioni a servizio delle antenne, costituenti volumi
    tecnici, tali comunque da non superare l'altezza di metri 3 se
    collocati su edifici esistenti e di metri 4 se posati direttamente a
    terra;
  • 25. installazione in soprasuolo di serbatoi di GPL di dimensione non
    superiore a 13 mc, e opere di recinzione e sistemazione correlate;
  • 26. impianti tecnici esterni al servizio di edifici esistenti a
    destinazione produttiva, quali sistemi per la canalizzazione dei
    fluidi mediante tubazioni esterne, lo stoccaggio dei prodotti e canne
    fumarie;
  • 27. posa in opera di manufatti completamente interrati (serbatoi,
    cisterne etc.), che comportino la modifica della morfologia del
    terreno, comprese opere di recinzione o sistemazione correlate;
  • 28. pannelli solari, termici e fotovoltaici fino ad una superficie di
    25 mq (la presente voce non si applica nelle zone territoriali
    omogenee "A" di cui all'articolo 2 del decreto ministeriale n. 1444
    del 1968, e ad esse assimilabili, e nelle aree vincolate ai sensi
    dell'articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del Codice), ferme
    restando le diverse e piu' favorevoli previsioni del decreto
    legislativo 30 maggio 2008, n. 115, recante "Attuazione della
    direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali
    dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva
    93/76/CEE", e dell'articolo 1, comma 289, della legge 24 dicembre
    2007, n. 244, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio
    annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)";
  • 29. nuovi pozzi, opere di presa e prelievo da falda per uso
    domestico, preventivamente assentiti dalle Amministrazioni
    competenti, comportanti la realizzazione di manufatti in soprasuolo;
  • 30. tombinamento parziale di corsi d'acqua per tratti fino a 4 m ed
    esclusivamente per dare accesso ad abitazioni esistenti e/o a fondi
    agricoli interclusi, nonche' la riapertura di tratti tombinati di
    corsi d'acqua;
  • 31. interventi di ripascimento localizzato di tratti di arenile in
    erosione, manutenzione di dune artificiali in funzione antierosiva,
    ripristino di opere di difesa esistenti sulla costa;
  • 32. ripristino e adeguamento funzionale di manufatti di difesa dalle
    acque delle sponde dei corsi d'acqua e dei laghi;
  • 33. taglio selettivo di vegetazione ripariale presente sulle sponde o
    sulle isole fluviali;
  • 34. riduzione di superfici boscate in aree di pertinenza di immobili
    esistenti, per superfici non superiori a 100 mq, preventivamente
    assentita dalle amministrazioni competenti;
  • 35. ripristino di prati stabili, prati pascolo, coltivazioni agrarie
    tipiche, mediante riduzione di aree boscate di recente formazione per
    superfici non superiori a 5000 mq, preventivamente assentiti dalle
    amministrazioni competenti;
  • 36. taglio di alberi isolati o in gruppi, ove ricompresi nelle aree
    di cui all'articolo 136, comma 1, lettere c) e d), del Codice,
    preventivamente assentito dalle amministrazioni competenti;
  • 37. manufatti realizzati in legno per ricovero attrezzi agricoli, con
    superficie non superiore a 10 mq;
  • 38. occupazione temporanea di suolo privato, pubblico, o di uso
    pubblico, con strutture mobili, chioschi e simili, per un periodo
    superiore a 120 giorni;
  • 39. strutture stagionali non permanenti collegate ad attivita'
    turistiche, sportive o del tempo libero, da considerare come
    attrezzature amovibili.