LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30-04-1991
REGIONE SICILIA
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71, in materia urbanistica e proroga di vincoli
in materia di parchi e riserve naturali.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIA
N. 22
del 4 maggio 1991


Regione Siciliana
L'Assemblea Regionale ha approvato
Il Presidente regionale promulga
la seguente legge:






ARTICOLO 1

Proroga dei termini
1. I termini previsti dalla legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71, modificati dalle leggi regionali 30 dicembre
1980, n. 159, e 10 agosto 1985, n. 37, per la formazione
dei programmi pluriennali di attuazione, sono
prorogati al 31 dicembre 1994.








ARTICOLO 2

Proroga dell' efficacia dei vincoli contenuti
negli strumenti urbanistici generali
nonchè di quelli apposti ai sensi dell' articolo 6
della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98
1. L' efficacia dei vincoli contenuti negli strumenti
urbanistici generali indicati dall' articolo 1 della legge
regionale 5 novembre 1973, n. 38, già decaduti per decorrenza
di termini, è prorogata sino al 31 dicembre 1992.
2. Qualora l' efficacia dei vincoli di cui al comma 1
decada entro il 31 dicembre 1992, la stessa è prorogata
fino alla predetta data.
3. Le disposizioni di cui all' articolo 15, primo comma,
lettere a, d, ed e della legge regionale 12 giugno
1976, n. 78 devono intendersi direttamente ed immediatamente
efficaci anche nei confronti dei privati. Esse
prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici
generali e dei regolamenti edilizi.
4. I vincoli apposti ai sensi dell' articolo 6
della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, ancorchè
scaduti, sono prorogati di un ulteriore biennio a far
data dall' entrata in vigore della presente legge.








ARTICOLO 3

Obblighi dei comuni
1. I comuni sprovvisti di piano regolatore generale
o dotati di piano, i cui vincoli, divenuti inefficaci per
decorrenza dei termini indicati dall' articolo 1 della
legge regionale 5 novembre 1973, n. 38, siano prorogati
ai sensi dell' articolo 2, sono obbligati alla formazione
dello stesso o alla revisione di quello esistente entro
dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
2. I comuni di cui al comma 1 che abbiano già in
corso la formazione del piano regolatore sono tenuti ad
adottare il piano medesimo entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
3. I comuni dotati di piano regolatore generale sono
tenuti alla formazione di un nuovo piano o alla revisione
di quello esistente diciotto mesi prima della decadenza
dei termini di efficacia dei vincoli.
4. I comuni provvedono alla redazione o revisione
degli strumenti urbanistici a mezzo dei propri uffici
tecnici; per comprovata inadeguatezza degli stessi uffici
possono conferire incarichi a liberi professionisti.
5. L' affidamento dell' incarico per la redazione del
piano regolatore generale per la revisione di quello
esistente, da parte dei comuni, deve essere effettuato
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge ovvero diciotto mesi prima della
decadenza dei termini di efficacia dei vincoli.
6. Le varianti agli strumenti urbanistici introdotte in
attuazione di disposizioni legislative per l' esecuzione di
opere pubbliche diventano efficaci dopo l' approvazione
da parte dell' Assessore regionale per il territorio e lo
ambiente. Detta approvazione deve avvenire nel termine
di novanta giorni, trascorsi i quali le varianti si
intendono approvate.
7. Ai fini della formazione dei piani regolatori generali
i comuni sono tenuti ad adottare le direttive generali
da osservarsi nella stesura del piano. Gli estensori
del piano regolatore generale devono presentare al
comune uno schema di massima, redatto sulla nase delle
direttive medesime, entro sessanta giorni dalla data
dell' incarico. Sullo schema di massima il consiglio comunale
adotta le proprie determinazioni entro il termine
di trenta giorni.
8. Le prescrizioni esecutive indicate al primo comma
dell' articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 1978,
n. 71, devono essere rapportate ai fabbisogni di un decennio.
9. Le disposizioni di cui al comma 8 non si applicano
ai piani regolatori adottati dai comuni alla data
di entrata in vigore della presente legge.
10. Decorsi i termini indicati nel presente articolo
l' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente provvede
in via sostitutiva entro trenta giorni. Sono fatti
salvi gli interventi sostitutivi in corso.
11. Le previsioni dei piani regolatori generali comunali
devono essere compatibili con gli studi agricoloforestali
da effettuare, da parte di laureati in scienze
agrarie e forestali, ai sensi del quinto comma dell' articolo
2 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, e
con le prescrizioni dell' articolo 15, lettera e, della legge
regionale 16 giugno 1976, n. 78, che i comuni sono tenuti
ad eseguire nell' ambito del proprio territorio.
12. Le spese per gli studi di cui al comma 11 sono
a carico dei comuni, che vi provvedono con i fondi previsti
dall' articolo 3 della legge 28 gennaio 1977, n. 10,
o con disponibilità del proprio bilancio.








ARTICOLO 4

Opere di urbanizzazione
1. Con le prescrizioni esecutive di cui al comma 8
dell' articolo 3 deve essere indicato il costo delle opere
di urbanizzazione primaria e delle aree da espropriare
per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
2. La concessione edilizia per costruzioni da realizzare
nell' ambito delle aree oggetto delle prescrizioni
esecutive comporta la corresponsione di un contributo
pari al costo indicato con le predette prescrizioni in
proporzione al lotto interessato, aumentato dalla quota
di contributo di cui all' articolo 5 della legge 28 gennaio
1977, n. 10, riguardante le opere di urbanizzazione
secondaria, stabilita dai comuni in base alle tabella
parametriche di cui al decreto dell' Assessore regionale
per lo svilupo economico del 31 maggio 1977.
3. A scomputo totale o parziale di quanto dovuto,
il concessionario può obbligarsi a realizzare direttamente
le opere di urbanizzazione con le modalità e le
garanzie stabilite dal canone e a cedere le aree necessarie
per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
4. Le aree necessarie per le opere di urbanizzazione
primaria e secondaria comprese nelle zone disciplinate
dalle prescrizioni esecutive vanno soggette per il periodo
di efficacia dei vincoli urbanistici ad espropriazione
e vanno a far parte del patrimonio indisponibile
del comune. Alla loro acquisizione sono destinate le
somme a tal fine corrisposte all' atto del rilascio della
concessione edilizia.
5. Sono fatti salvi i casi previsti dall' articolo 42,
terzo comma, della legge regionale 27 dicembre 1978,
n. 71, e successive integrazioni e modificazioni. In tali
ipotesi viene assunto a base del calcolo il contributo
di cui al comma 2.
6. Il costo di cui al comma 1 deve essere adeguato
entro il 31 dicembre di ogni anno ai prezzi correnti
con deliberazione del consiglio comunale.








ARTICOLO 5

Tutela del patrimonio paesistico e ambientale
1. Al fine di garantire le migliori condizioni di tutela
del patrimonio paesistico e ambientale, l' Assessore regionale
per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
istruzione individua con indicazioni planimetriche
e catastali, nell' ambito delle zone elencate dal quinto
comma dell' articolo 82 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come integrato dallo
articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 431, nelle altre
zone comprese negli elenchi redatti ai sensi della legge
29 giugno 1939, n. 1497, e del regio decreto 3 giugno
1940, n. 1357, ed, inoltre, in altre zone di interesse paesistico,
le aree in cui è vietata, fino all' approvazione
dei piani paesistici, ogni modificazione dell' assetto del
territorio nonchè qualsiasi opera edilizia, con esclusione
degli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria,
di consolidamento statico e di restauro conservativo
che non alterino lo stato dei luoghi e l' aspetto
esteriore degli edifici.
2. La notificazione dei provvedimenti predetti avviene
secondo le procedure previste dalla legge 29 giugno
1939, n. 1497, e dal relativo regolamento di esecuzione
approvato con regio decreto 3 giugno 1940, numero
1357.








ARTICOLO 6

Opere di interesse pubblico da realizzare
in difformità dagli strumenti urbanistici
1. I primi tre commi, dell' articolo 7 della legge regionale
11 aprile 1981, n. 65, sono sostituiti dai seguenti:
<< Qualora per rilevante interesse pubblico sia necessario
eseguire opere di interesse statale o regionale da
parte degli enti istituzionalmente competenti in difformità
dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici, i
progetti di massima o esecutivi, ove compatibili con lo
assetto territoriale, possono essere autorizzati dall' Assessore
regionale per il territorio e l' ambiente sentiti
i comuni interessati e il consiglio regionale dell' urbanistica.
I comuni sono obbligati ad esprimere il loro parere
su richiesta dell' Assessore regionale per il territorio e
l' ambiente entro quarantacinque giorni dalla presentazione
del progetto. Trascorso infruttuosamente detto
termine, l' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente
nomina, senza diffida, un commissario ad acta
per la convocazione del consiglio o dei consigli comunali.
In caso di mancato pronunziamento del consiglio o
dei consigli nel termine di trenta giorni dalla data per
la convocazione, si prescinde dal parere >>.








ARTICOLO 7

Contributi per i piani regolatori
delle aree di sviluppo industriale
1. I contributi per l' adozione degli strumenti urbanistici
generali ed esecutivi di cui alla legge regionale
21 agosto 1984, n. 66, sono estesi ai piani regolatori delle
aree e dei nuclei di sviluppo industriale.








ARTICOLO 8

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione.
Palermo, 30 aprile 1991.