LEGGE REGIONALE N. 65 DEL 11-04-1981
REGIONE SICILIA
Norme integrative della legge regionale 27 dicembre 1978,
n. 71, riguardante norme integrative e modificative della
legislazione vigente in materia urbanistica e di regime
dei suoli.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIA
N. 19
del 18 aprile 1981


Regione Siciliana
L'Assemblea Regionale ha approvato
Il Presidente regionale promulga
la seguente legge:






ARTICOLO 1

Limiti di edificazione nei comuni
sprovvisti di strumenti urbanistici
I limiti di edificazione a scopo residenziale nei comuni
sprovvisti di strumenti urbanistici sono quelli
indicati alle lettere a e b dell' ultimo comma dell' art. 4
della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e nel rispetto degli
arretramenti prescritti alle lettere a, d ed e dell' art.
15 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78.
Nei predetti comuni possono essere realizzate opere
pubbliche nel rispetto delle leggi che ne regolano
l' edificazione, previa autorizzazione dell' Assessore regionale
per il territorio e l' ambiente, sentito il Consiglio
regionale dell' urbanistica.








ARTICOLO 2

Obbligo dei comuni di dotarsi
di piani regolatori comunali
I comuni dotati di programmi di fabbricazione approvati
anteriormente all' entrata in vigore della legge
regionale 31 marzo 1972, n. 19, sono tenuti ad adottare
il piano regolatore entro venti mesi dall' entrata
in vigore della presente legge.
I rimanenti comuni provvisti di programmi di fabbricazione
adeguati alle disposizioni contenute nella
legge 31 marzo 1972, n. 19, hanno la facoltà di procedere
alla formazione del piano regolatore generale del
proprio territorio.








ARTICOLO 3

Pareri della soprintendenza ai beni culturali
sui regolamenti edilizi e programmi di fabbricazione
I pareri della soprintendenza ai beni culturali e
ambientali sui regolamenti edilizi e programmi di fabbricazione
riguardanti comuni gravati dal vincolo di
cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497, devono essere
resi entro 60 giorni dalla richiesta dell' Assessorato regionale
del territorio e dell' ambiente.
Qualora detto termine trascorre infruttuosamente, il
parere richiesto si intende reso favorevolmente.
Le determinazioni dell' Assessore regionale per il territorio
e l' ambiente sui predetti regolamenti edilizi e
programmi di fabbricazione devono essere assunte entro
due mesi dall' acquisizione del parere della soprintendenza
o dalla data di scadenza dei termini assegnati
al predetto organo.








ARTICOLO 4

Interventi sostitutivi
I commissari ad acta nominati in via sostitutiva
dall' Assessorato regionale del territorio e dell' ambiente
per l' adozione di piani regolatori generali e/ o piani
particolareggiati non formulano controdeduzioni sulle
osservazioni ed opposizioni pervenute in seguito alla
pubblicazione degli stessi.
Le osservazioni ed opposizioni sono trasmesse dai
commissari ad acta al progettista del piano, il quale,
entro i termini indicati dal quinto comma dell' art. 3
della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, è tenuto
a formulare le proprie deduzioni visualizzandole in apposite
tavole del piano medesimo.
Le osservazioni e le opposizioni sono decise dallo
Assessorato regionale del territorio e dell' ambiente.
Le determinazioni assunte dai commissari ad acta
in sostituzione dei consigli comunali non sono soggette
al visto della commissione provinciale di controllo.








ARTICOLO 5

Relazione geologica
La formazione degli strumenti urbanistici generali
ed esecutivi deve essere compatibile con gli studi geologici
che i comuni sono tenuti ad effettuare nel territorio
interessato.
La disposizione indicata nel precedente comma si
applica a tutti i comuni della Regione anche se non risultino
inclusi negli elenchi delle località sismiche da
consolidare o da trasferire.
La spesa per la redazione di detti studi geologici è
a carico dei comuni che provvedono con i fondi dei
contributi prescritti dall' art. 3 della legge 28 gennaio
1977, n. 10, o con disponibilità del proprio bilancio.








ARTICOLO 6

Conformità delle costruzioni statali e regionali
alle prescrizioni degli strumenti urbanistici
Compete all' Assessorato regionale del territorio e
dell' ambiente accertare che le opere da eseguirsi dalle
amministrazioni statali o da enti statali istituzionalmente
competenti non siano in contrasto con le prescrizioni
degli strumenti urbanistici vigenti nel territorio
comunale in cui esse ricadono.
Sono fatte salve le opere destinate alla difesa nazionale.
Ferme restando le norme contenute nell' art. 9 della
legge regionale 31 marzo 1972, n. 19, per le opere che
non risultano di competenza comunale ai sensi della
legge regionale 2 gennaio 1979, n. 1, il sindaco è tenuto
a trasmettere, per conoscenza, all' Assessorato regionale
del territorio e dell' ambiente copia del progetto
con l' attestazione di conformità allo strumento urbanistico
vigente.
Nel caso che le opere di competenza statale o regionale
vengano eseguite senza il visto di conformità , i
sindaci dei comuni interessati sono tenuti ad informare
l' Assessorato regionale del territorio e dell' ambiente
che è tenuto a disporre la sospensione dei lavori
in pendenza della regolarizzazione della pratica amministrativa.








ARTICOLO 7

Procedura per l' esecuzione di opere di interesse statale
o regionale non coincidenti con le previsioni
degli strumenti urbanistici
Qualora per esigenze di rilevante interesse pubblico
sia necessario eseguire opere di interesse statale o regionale
da parte degli enti istituzionalmente competenti
in difformità delle prescrizioni degli strumenti urbanistici,
i progetti di massima o esecutivi, ove compatibili
con l' assetto territoriale, possono essere autorizzati
dall' Assessore regionale per il territorio e lhambiente
sentito il Consiglio regionale dell' urbanistica e
i comuni interessati, i quali sono tenuti a fornire il
proprio avviso entro 30 giorni dalla richiesta.
Trascorso infruttuosamente il termine sopra indicato
l' avviso è da intendersi favorevolmente reso.
Le disposizioni contenute nei precedenti commi si
applicano anche per le opere pubbliche non prevedibili
negli strumenti urbanistici.
Le autorizzazioni assessoriali costituiscono a tutti
gli effetti varianti agli strumenti urbanistici comunali,
ai piani comprensoriali, ai piani settoriali e ai piani
territoriali di coordinamento.
Dette autorizzazioni vengono notificate ai comuni
interessati e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana.








ARTICOLO 8

Piani territoriali di coordinamento
L' approvazione dei piani territoriali di coordinamento
di cui agli articoli 5 e 6 della legge 17 agosto
1942, n. 1150, modificati dall' art. 29 della legge regionale
26 maggio 1973, n. 21, è demandata all' Assessore
regionale per il territorio e l' ambiente sentito il Consiglio
regionale dell' urbanistica.








ARTICOLO 9

Piani regolatori dei porti
di seconda categoria, seconda, terza e quarta classe
I piani regolatori dei porti di seconda categoria, seconda,
terza e quarta classe sono approvati con decreto
dell' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente,
sentito il Consiglio regionale dell' urbanistica
ed il sindaco del comune interessato.
Per i porti di cui al precedente comma che risultino
viciniori a quelli di interesse nazionale occorre sentire
il Ministero dei lavori pubblici.
La redazione dei piani regolatori dei porti di seconda
e terza classe compete all' ufficio del Genio civile
per le opere marittime di Palermo su richiesta dei comuni
o enti interessati, previa autorizzazione dell' Assessore
regionale per il territorio e l' ambiente.
L' ufficio del Genio civile per le opere marittime di
Palermo, per l' espletamento dei compiti di cui al precedente
comma, può avvalersi della consulenza di tecnici
specializzati previa autorizzazione dell' Assessore
regionale per il territorio e l' ambiente.
L' ufficio del Genio civile per le opere marittime
di Palermo è altresì tenuto ad acquisire sul progetto
di piano regolatore il parere dei seguenti enti ed organismi:
Capitaneria di porto; Comando marittimo autonomo
della Sicilia; Comando zona fari; Comando
militare difesa territoriale; comune interessato; soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali; Comando vigili
del fuoco; Compartimento delle ferrovie dello Stato;
Dogana e consorzio ASI se interessati.
Il parere di cui al precedente comma dovrà essere
espresso nel termine massimo di giorni novanta. Trascorso
infruttuosamente detto termine il parere si intende
espresso favorevolmente.
Alla redazione dei piani regolatori dei porti di quarta
classe possono provvedere direttamente i comuni
nell' osservanza delle prescrizioni contenute nei commi
precedenti e previo parere dell' ufficio del Genio civile
delle opere marittime.








ARTICOLO 10

Piani regolatori dei porti di interesse nazionale
Relativamente ai piani regolatori dei porti di interesse
nazionale, il parere della Regione per quanto attiene
alla compatibilità delle previsioni dei medesimi
con l' assetto del territorio, con le attrezzature pubbliche
esistenti e da realizzare sul demanio marittimo
e con le infrastrutture di accesso ai porti stessi, è
espresso dall' Assessore regionale per il territorio e
l' ambiente.








ARTICOLO 11

Efficacia dei piani regolatori
delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale
L' art. 25 della legge 3 gennaio 1978, n. 1, nell' ambito
della Regione siciliana è modificato come segue:
<< Agli effetti del primo ed ultimo comma dell' art. 147
del testo unico approvato con DPR 30 giugno 1967,
n. 1523, i vincoli di destinazione previsti dai piani regolatori
delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale
hanno efficacia per la durata di dieci anni a decorrere
dalla data del decreto di approvazione.
Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano
anche ai piani regolatori delle aree di sviluppo
industriale previsti dall' art. 12 della legge regionale 27
febbraio 1965, n. 4.
Decorso il termine di dieci anni il piano diventa
inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione.
I piani la cui data di approvazione risalga ad oltre
un decennio hanno efficacia sino al 31 dicembre 1982;
quelli approvati da meno di un decennio conservano
l' efficacia per un decennio.
Per questi ultimi può essere concessa una proroga
non superiore ad anni tre dall' Assessore regionale per
il territorio e l' ambiente, sentito il Consiglio regionale
dell' urbanistica.
Nessuna proposta di variante al piano approvato
può avere corso se non sia intervenuta la preventiva
autorizzazione dell' Assessore regionale per il territorio
e l' ambiente, che potrà concederla sentito il Consiglio
regionale dell' urbanistica in vista di sopravvenute ragioni
che determinano la totale o parziale inattuabilità
del piano medesimo o la convenienza di migliorarlo.
La variazione del piano è approvata con la stessa
procedura stabilita per l' approvazione del piano originario >>.








ARTICOLO 12

Approvazione dei piani regolatori
delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale
Ferma restando la procedura di formazione prevista
dall' art. 51 del testo unico approvato con DPR n. 218
del 1978, i piani regolatori delle aree e dei nuclei di
sviluppo industriale sono approvati con decreto dello
Assessore regionale per il territorio e l' ambiente, sentito
il parere del Consiglio regionale dell' urbanistica,
entro mesi dodici dalla loro presentazione.
Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano
anche ai piani regolatori delle aree di sviluppo
industriale previsti dall' art. 12 della legge regionale 27
febbraio 1965, n. 4.
Qualora i piani regolatori siano restituiti privi di approvazione
dall' Assessore regionale per il territorio e
l' ambiente, il consorzio dell' area di sviluppo industriale
o del nucleo di industrializzazione è tenuto a provvedere
nei termini di mesi sei o di mesi dodici rispettivamente
per la rielaborazione parziale o totale.
Scaduti infruttuosamente i termini suddetti l' Assessore
regionale per il territorio e l' ambiente provvede in
via sostitutiva a mezzo di commissario ad acta.
Le spese per gli interventi sostitutivi sono a carico
dei consorzi.








ARTICOLO 13

Studi diretti alla conoscenza dei litorali
per la costruzione dei porti e per la difesa dei litorali.
Difesa delle coste
Al fine di dotare l' Amministrazione regionale degli
strumenti operativi di ricerca e di conoscenza l' Assessorato
regionale del territorio e dell' ambiente, su richiesta
dell' ufficio del Genio civile - opere marittime di
Palermo, è autorizzato a stipulare convenzioni con enti
di ricerca di importanza nazionale, con istituzioni universitarie,
società ed enti privati altamente specializzati,
per lo studio di fattibilità dei porti e delle condotte
sottomarine per scarico rifiuti liquidi, per studi
meteomarini e trasporto litoraneo, per rilievi topografici
e batimetrici, per prelievi ed analisi dei campioni
dei materiali superficiali, per sondaggi e relative
analisi, per studi psammografici, per studi dei corsi di
acqua e relative torbide, per studi di modelli matematici
o fisici dispositivi portuali nonchè di opere di
difesa del litorale.
La redazione dei piani regolatori di cui al precedente
art. 9, laddove occorra prevedere strutture a
mare, deve essere preceduta da studi specifici diretti
ad accertare che le nuove strutture siano fattibili sotto
il profilo anche della funzionalità e non costituiscano
grave pregiudizio per l' integrità delle coste e degli insediamenti
circostanti.
Gli studi, di cui al precedente comma, devono essere
affidati ad enti pubblici specializzati.
L' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente
è autorizzato a redigere il piano regionale per la difesa
del litorale marino costituente demanio marittimo regionale.
Detto piano può comprendere anche aree limitrofe
a quelle di pertinenza del demanio marittimo regionale,
da acquisire per accertate esigenze di salvaguardia
delle coste.
Il piano è approvato con decreto dell' Assessore regionale
per il territorio e l' ambiente, sentito il Consiglio
regionale dell' urbanistica.
Per la redazione del piano per la difesa delle coste
l' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente è
autorizzato a stipulare le convenzioni di cui al primo
comma del presente articolo.
Sulla base delle indicazioni del piano di difesa delle
coste, l' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente
affida incarichi per la progettazione esecutiva all' ufficio
del Genio civile - opere marittime di Palermo o ad istituti
universitari e provvede all' esecuzione delle opere
nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia.
Il progetto esecutivo deve essere corredato da analisi
economica - costi - benefici.








ARTICOLO 14

Efficacia dei piani regolatori dei porti
di interesse nazionale e regionale
Le previsioni dei piani regolatori dei porti, sia di
interesse nazionale che di interesse regionale, prevalgono
su quelle previste negli strumenti urbanistici comunali
vigenti.
Nel caso di accertato contrasto tra i sopradetti strumenti
di pianificazione, fermo restando il disposto del
comma precedente, i comuni sono obbligati a revisionare
i propri strumenti urbanistici nel termine massimo
di un anno dall' approvazione dei piani regolatori
dei porti.








ARTICOLO 15

Centro interregionale di coordinamento
La Regione siciliana (Assessorato del territorio e
dell' ambiente) è autorizzata a fare parte del << Centro
interregionale di coordinamento e di documentazione
per i problemi inerenti alle informazioni territoriali >>
e a corrispondere la quota parte necessaria per il suo
funzionamento.
L' Assessorato regionale del territorio e dell' ambiente
è autorizzato a corrispondere altresì contributi annui
alla sezione siciliana dell' Istituto nazionale dell' urbanistica
per il funzionamento dell' ente.








ARTICOLO 16

Nel secondo comma dell' art. 1 della legge regionale
15 marzo 1963, n. 21, è soppresso l' inciso: << a) creazione
di una zona industriale >>.








ARTICOLO 17

Per le finalità di cui al primo comma dell' art. 15,
per l' anno finanziario 1981 è stanziata la somma di lire
tre milioni.
Per le finalità di cui al secondo comma dell' art. 15,
per l' anno finanziario 1981 è stanziata la somma di lire
due milioni.
All' onere di lire 5 milioni derivante dall' applicazione
della presente legge e ricadente nell' esercizio finanziario
in corso si provvede con lo stanziamento del
cap. 44205 del bilancio della Regione per l' anno finanziario
medesimo.
Gli oneri a carico degli esercizi successivi trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, elemento
di programma 06.02.02.03.: << Finanziamento nuovi
interventi legislativi non compresi negli altri elementi
di programma >> (Fondi ordinari - spesa in conto
capitale), mediante riduzione di pari importo delle
relative disponibilità .








ARTICOLO 18

La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il giorno stesso della sua pubblicazione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
Palermo, 11 aprile 1981.